Il vecchio e il mare - Ernest Hemingway

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Siamo di fronte al capolavoro di Hemingway, la storia del vecchio pescatore Santiago che, dopo ottantaquattro giorni durante i quali non è riuscito a prendere nulla, trova la forza di affrontare il mare per una pesca che rinnova la sua esistenza.  Santiago riesce a stabilire, forse per la prima volta, una vera sintonia con le forze incontenibili della natura.
Ma questo dopo una disperata caccia ad un enorme pesce spada dei Caraibi e nella lotta contro gli squali che un pezzo alla volta gli strappano la preda, lasciandogli solo il simbolo della vittoria.
In questa grande sfida Santiago trova dentro di sé il segno e la presenza del proprio coraggio, la giustificazione di tutta una vita.
Parlare di questo libro però vuole dire anche ricordare la vita Ernest Hemingway, un'esistenza piena di avvenimenti, di cambi di scena repentini, un viaggio continuo tra l'America e l'Europa. 
Leggendo la sua biografia mi rendo conto che proprio da una vita così intensa, possono nascere grandi capolavori.
Il vecchio e il mare trae la sua ispirazione dal periodo di residenza a Cuba, anche per questo motivo l'ho approfondito con piacere, per conoscere di più il suo rapporto con questa incantevole terra.
Voglio brevemente ricordare i due personaggi principali del testo, facendomi aiutare dalle suggestioni delle parole di Hemingway.                                                                                                                                                 

Santiago                                                                                                                                     

E'il protagonista del romanzo,un pescatore ormai anziano che sembra colpito da una strana maledizione, viene deriso dagli altri pescatori, proprio perché non prende più alcun pesce da ottantaquattro giorni, soltanto gli anziani del luogo e il suo giovane amico gli portano rispetto. È molto appassionato di baseball ed è un tifoso di Joe Di Maggio. È molto povero e non può permettersi delle esche sempre fresche, e anche la vela della propria barca piuttosto di cambiarla è stata rammendata. "Il vecchio era magro e scarno e aveva rughe profonde alla nuca.
Sulle guance aveva le chiazze del cancro della pelle, provocato dai riflessi del sole sul mare tropicale.
Le chiazze scendevano lungo i due lati del viso e le mani avevano cicatrici profonde che gli erano venute trattenendo con le lenze i pesci pesanti.
Ma nessuna di queste cicatrici era fresca.
Erano tutte antiche come erosioni di un deserto senza pesci.
Tutto in lui era vecchio tranne gli occhi che avevano lo stesso colore del mare ed erano allegri e indomiti."                                                                                                                               

Manolo                                                                                                                                       

E' il giovane compagno di Santiago, prima che i suoi genitori lo trasferissero su di un'altra barca più fortunata dubitando delle capacità del vecchio. Manolo vuole ritornare in barca col vecchio, proprio perché tutto ciò ha imparato sulla pesca è grazie a lui. Tutte le sere aiutava Santiago a tornare a casa, portandogli l'albero della nave; gli procurava la cena, gli teneva compagnia durante la serata e gli pescava le sardine da usare come esca, alle volte comprava al vecchio delle lenze nuove.
" Il vecchio lo guardò con gli occhi bruciati dal sole, pieni di fiducia e di affetto.
"Se tu fossi mio figlio ti porterei fuori a tentare" disse. "Ma sei figlio di tuo padre e di tua madre e hai trovato una barca fortunata".                                                                                   

Impressioni                                                                                                                                

Il romanzo è scritto in un linguaggio molto semplice. Quando l'ho letto mi sono sentito immerso nella vicenda grazie all'ampio uso del discorso diretto nei dialoghi, inoltre mi sembrava di entrare nel flusso di ricordi e pensieri del vecchio pescatore. Il tema principale trattato nel romanzo è l'eterna lotta tra l'uomo e le difficoltà che impediscono di raggiungere il proprio obiettivo.
Santiago, infatti, incarna perfettamente il ruolo dell'uomo che combatte una battaglia contro la vecchiaia, contro il grosso pesce e contro la sfortuna, senza perdersi d'animo e tenendo duro fino all'ultimo.
Alla fine del libro quando riporterà a casa solo la lisca, si sentirà in parte comunque vittorioso perché sa di aver fatto del suo meglio.
Nel libro ho percepito dai pensieri e dalle parole del vecchio, che il pesce non viene considerato solo come un avversario, ma anche come un essere che cerca di sopravvivere alle avversità, quindi viene trattato con molto rispetto.
In questa lotta tra Santiago e le avversità ho potuto intravedere la continua lotta di Hemingway contro la depressione, che ha accompagnato alcuni momenti della sua vita.
Quindi il romanzo mi ha appassionato e coinvolto perché è stato in grado di trasmettermi le stesse emozioni provate da Santiago; emozioni che per la loro universalità, possono essere comuni a persone di tutte le età.
Un libro che, secondo me, fa emergere un brillante esempio di tenacia e caparbietà.
E' dedicato a tutti coloro che vogliono lottare e non avere rimpianti; a chi vuole ritrovare le forze e affrontare la vita con determinazione.

Il vecchio e il mare è una poesia,
il vecchio e il mare è un'emozione,
il vecchio e il mare è un ricordo senza tempo ...
L'anziano pescatore vuole dimostrare agli altri, ma soprattutto a se stesso che vale ancora qualcosa, anche se lui è morto dentro cerca di rinascere o perlomeno di vivere un'ultima avventura.
Questo, secondo me, è il grande messaggio!

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