L'ETA' POST MEDIALE

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Cosa si intende per “postmediale”? Il concetto viene discusso da Ruggero Eugeni in un bel libretto (piccolo nella forma ma non nei contenuti), nel quale si postula la fine dei media per come li abbiamo concepiti. Secondo Eugeni possiamo leggere la storia dei media seguendo tre età o fasi. La prima - di “insorgenza” - segna la comparsa dei media a partire dall’epoca industriale con il passaggio verso una produzione industrializzata che utilizza le macchine in logica seriale, processo che tocca anche ai prodotti culturali che fanno leva sulla parola scritta. Non solo si riconosce la presenza di dispositivi, ma anche di situazioni formali nelle quali la fruizione viene facilitata con situazioni ideali che supportano il consumo dei contenuti culturali (sempre più di massa e sempre più seriali, in linea con quanto accaduto ad altri prodotti di consumo). La seconda fase - di affermazione dei media elettronici - vede la nascita di modelli di distribuzione diversi segnati dall’idea di flusso continuo, che accompagna la vita quotidiana dei consumatori e che «aderisce come una seconda pelle al fluire del tempo sociale e domestico» (Eugeni, p. 21). Se i media diventano elementi diffusi e presenti, essi sono al tempo stesso ancora ben riconoscibili, corrispondendo a strumenti e dispositivi chiari e distinti che vengono percepiti in modo semplici nella loro specificità. Oggi siamo, secondo Eugeni, in una terza fase definita di “vaporizzazione”, nella quale emergono alcuni dettagli importanti: la distinzione tra i diversi dispositivi mediali viene meno (dal momento che tutto è digitale e basato sullo stesso formato, ma anche in virtù del fatto che lo stesso strumento “fa cose diverse”); i media tradizionali vengono ri-collocati in spazi diversi da quelli abitualmente intesi (la tv grazie agli schermi diventa un “passatempo” nel corso delle attese, ad esempio); i media digitali si integrano con apparati non mediali (dalla raccolta di dati alla registrazione dei dati stessi). E infine, i canali mediali si moltiplicano e così anche le occasioni legate alla fruizione, verso un consumo nomade e distribuito. In questo senso, una dinamica che “vaporizza” anche alcuni rituali tipici del consumo dei media. La logica di fruizione e accesso ai contenuti è organizzata secondo quattro livelli: push (dal produttore al consumatore), pull (è il consumatore che seleziona il contenuto), integrata (per cui sono autore di contenuti e al contempo fruitore) e social (aggiungendo qui il dato della conversazione tra fruitori nella logica del gruppo o della relazione che lega e connette due soggetti. Questo è il senso della “condizione postmediale”, segnata dall’autorialità e dalla possibilità di interagire a livello sociale con gli altri utenti/autori.

Alessandra Carenzio

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