Per comprendere il magistero di Papa Francesco

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Dall’Evangelii Gaudium si può cogliere, in maniera chiara, il pensiero di Bergoglio su economia, finanza e società.

 

L’economia che uccide
Quando Bergoglio scrive che «questa economia uccide», pone esattamente il problema che il sistema economico capitalistico, così come oggi si è evoluto, mette a rischio la vita. Quindi è decisivo sostituirlo con uno migliore, non per orientamento ideologico, ma perché in gioco c’è la sopravvivenza dell’uomo.

Le parole dell’Esortazione sono in fondo molto semplici e l’analisi altrettanto evidente.

«Così come il comandamento “non uccidere” pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire “no a un’economia dell’esclusione e della inequità”. Questa economia uccide. Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di due punti in borsa. Questo è esclusione. Non si può più tollerare il fatto che si getti il cibo, quando c’è gente che soffre la fame. Questo è inequità» (n. 53).

«In questo contesto, – continua il Pontefice -  alcuni ancora difendono le teorie della “ricaduta favorevole”, che presuppongono che ogni crescita economica, favorita dal libero mercato, riesce a produrre di per sé una maggiore equità e inclusione sociale nel mondo. Questa opinione, che non è mai stata confermata dai fatti, esprime una fiducia grossolana e ingenua nella bontà di coloro che detengono il potere economico e nei meccanismi sacralizzati del sistema economico imperante. Nel frattempo, gli esclusi continuano ad aspettare. Per poter sostenere uno stile di vita che esclude gli altri, o per potersi entusiasmare con questo ideale egoistico, si è sviluppata una globalizzazione dell’indifferenza» (n. 54).

Le radici delle considerazioni di Papa Bergoglio trovano fondamento nel magistero di Giovanni XXIII e Paolo VI rispettivamente nella “Pacem in Terris” e nella “Populorum Progressio”.

 

Il potere della finanza
Il Papa inoltre sconfessa chiaramente il solito teorema americano, suffragato da tutti i suoi presidenti, che fa scaturire la violenza e il terrorismo dallo scontro di civiltà, dove l’Occidente è il buono che lavora per la pace e gli altri sono i cattivi che la stravolgono. Dice invece che «fino a quando non si eliminano l’esclusione e l’inequità nella società e tra i diversi popoli sarà impossibile sradicare la violenza» (n. 59).

Papa Francesco non vuole fare una dissertazione sul capitalismo, ma chiede che sia discusso e riformulato parlando di un’economia sociale di mercato che oggi neanche le sinistre hanno il coraggio di attuare. Quando usa quella frase “Questa economia uccide” e quando spiega che il capitalismo abbinato all’aggettivo sfrenato non porta allo sfruttamento, ma alla “cultura dello scarto”, dove gli uomini diventano rifiuti, sottolinea in modo inequivocabile l’inaccettabilità di questo sistema.

La cosa più preoccupante, secondo il pensiero del Papa, è quel clima di indifferenza nei confronti dell'attuale capitalismo che si fonda sulle stanze ovattate della finanza mondiale. Un potere grande che supera ogni latitudine che in nome del denaro e del profitto schiaccia i deboli che non hanno voce. Sono gli investimenti spietati che accarezzano la finanza e stravolgono il lavoro, l’inequità e la globalizzazione dell’indifferenza che preoccupano il Papa.

Ecco perché, a mio avviso, da questa Esortazione sono uscite cose chiare, robuste e severe che devono spingere tutti ad una riflessione ed evidenziano un pensiero ben preciso, finora mai così ben delineato, nel magistero della Chiesa.

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