Libri e lettori nel Medioevo - Guglielmo Cavallo

E' un libro scritto a più mani con vari argomenti:
"La concezione cristiana del libro fra V e VII secolo", di Armando Petrucci;
"Centri scrittori e manoscritti mediatori di civiltà da VI secolo all'età di Carlo Magno" è opera di Bernhard Bishoff;
"Scritture e circolazione libraria nei monasteri benedettini" è il contributo di Giorgio Cencetti;
mentre "Aspetti della produzione libraria nell'Italia meridionale longobarda" è proprio del curatore dell'opera Guglielmo Cavallo;
"La produzione dei libri di testo nelle università medievali" invece è redatto da Guy Fink-Errera e infine "Libro e classi sociali nei secoli XIV e XV", è l'apporto di Hans Lulfing.
Si tratta di un libro un po' tecnico, che fa parte dei miei studi.
Ha avuto diverse ristampe, proprio perché molto utilizzato nelle università.
Cavallo è un professore, molto conosciuto tra i medievalisti. E' uno dei massimi studiosi italiani di paleografia e storia della scrittura ed è il curatore di questo libro.
Il testo l'ho trovato ricco di note, in appendice e mi hanno colpito le interessanti tavole con i vari tipi di scrittura medievale.
Complessivamente mi è sembrato un manuale abbastanza consistente, 319 pagine, che presuppone, però, un po' di conoscenze di base.

Il saggio è dedicato proprio alle caratteristiche dei libri medievali.
Il suo messaggio principale l'ho ritrovato nell'introduzione di Cavallo, dove fa comprendere, a noi lettori, la grandezza, il valore e l'alta considerazione nei confronti del libro da parte della cultura medievale.
"Nei secolo dell'alto medioevo alle masse afflitte, da carestia, da malformazioni e da malattie, non si offriva altra speranza che quella di ricevere qualche miracolo: anche un libro si credeva potesse farne ..."
L'autore parla di un manoscritto dello Pseudo Dionigi che era oggetto di venerazione perché ritenuto miracoloso. Rappresenta quella concezione magico-sacrale, nei confronti del libro, che è uno degli aspetti più significativi della cultura scritta di quel periodo.
Il libro, infatti, nel medioevo era una produzione di grande valore e oggetto quasi di culto, oltre che a una alta considerazione.
Un testo che ho trovato interessante, non molto leggero ... (ne sa qualcosa chi lo ha studiato…), però utile per approfondire questo aspetto della nostra storia.
Direi un buon libro, ma non di facile divulgazione...