Sorridere a Dio - Teresa di Calcutta

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Madre Teresa di Calcutta, una piccola, ma grande donna che ha lasciato un’importante testimonianza d’amore. La sua forza e il suo carisma è riconosciuto da cristiani, da altre religioni e anche da non credenti.
Le sue parole semplici e immediate sgorgano dal suo cuore e suonano sempre inconfondibilmente sue.
Questo suo libretto è una selezione di detti, preghiere, meditazioni, lettere e discorsi.
Un librettino con uno stile semplice e diretto, le sue riflessioni sono infatti molto parche, non affatto prolisse, ma indubbiamente efficaci, vanno dritte al cuore…
La forza delle sue parole è straordinaria, di fronte a ogni tipo di pubblico, dal più sofisticato e intellettuale a quello dei suoi poveri, dei bassifondi, come lei li chiamava, sempre si esprime nello stesso modo. Non si preoccupa di adattare il suo discorso a seconda dell’evenienza, il suo messaggio è sempre fresco, nuovo e sorprendente.
Questo librettino, che si legge in un soffio, porta delle considerazioni dense di significati, mi è sembrato uno stile “naif”, proprio naturale, genuino senza artifizi, che coglie l’essenza delle cose.

L’amore comincia nella casa paterna

E’ questo l’incipit della lettura, lasciarsi guidare dalle sue stesse parole è estremamente efficace. “Credo che il mondo oggi sia sconvolto e soffra tanto, perché nei focolari domestici e nella vita familiare c’è veramente poco amore. Non abbiamo tempo per i figli, non abbiamo tempo per rallegrarci a vicenda.
L’amore comincia nella casa paterna; l’amore vive nelle case: la sua mancanza è il motivo per cui oggi nel mondo c’è tanta sofferenza e tanta infelicità.
Dobbiamo fare delle nostre case dei centri di compassione e perdonare senza fine. Oggi sembra che tutti siano in preda a una terribile frenesia e si affannino per raggiungere mete sempre più alte e raggranellare ricchezze sempre maggiori e altre cose, cosicché i figli hanno ben poco tempo da dedicare ai genitori, i genitori hanno ben poco tempo da dedicare l’uno all’altro, con la conseguenza che nelle case comincia la dissoluzione della pace del mondo.” Come dicevo parole che, attraverso la loro semplicità disarmante,
entrano e penetrano ogni corazza di chiusura verso sentimenti di bontà.
Interessante è anche il discorso sulla felicità fondata sull’amore. “Le persone che si amano a vicenda in maniera reale, vera e piena, sono le più felici del mondo e noi lo costatiamo in mezzo alla nostra gente così povera. Amano i figli e amano la loro casa. Possono anche possedere assai poco, forse non hanno nulla, eppure sono felici. L’amore vivo fa male. Gesù, per dimostrare il suo amore per noi, è morto in croce. La madre, per dare alla luce il figlio, deve soffrire; se vi amate per davvero gli uni gli altri, non potete farlo senza sacrificio...”

Il secondo me stesso

Singolare questa riflessione dove, con la sua testimonianza, esprime il concetto di portare insieme e condividere la sofferenza. “ Tra i nostri collaboratori abbiamo degli ammalati e degli handicappati, che molto spesso non possono svolgere alcuna attività. Così essi adottano una Sorella e un Fratello e offrono tutte le loro sofferenze e tutte le loro preghiere per quel Fratello o quella Sorella, che a loro volta coinvolgono pienamente il collaboratore ammalato in tutto ciò che essi fanno. I due diventano come una sola persona e si chiamano l’un l’altro il loro secondo se stesso. Io ho una seconda me stessa di tal genere in Belgio, e quando sono stata ultimamente là, lei mi ha detto: “Son sicura che avrai molto da fare, molto da camminare, lavorare e parlare. Lo so dal dolore che provo alla spina dorsale e dalla operazione molto dolorosa che ho dovuto subire poco tempo fa”. Si trattava della diciassettesima operazione, e tutte le volte che ho qualcosa di speciale da compiere, è lei che mi sta dietro e mi dà la forza e il coraggio necessari a fare quel che devo fare per compiere la volontà di Dio. E’ questa la ragione che mi rende capace di fare quel che sto facendo: la mia seconda me stessa compie per me la parte indubbiamente più difficile dell’opera”. Un’avvincente e curiosa riflessione, che mi ha molto colpito, sull’offerta della sofferenza che si collega alla teologia cristiana.

Portatrici di amore

Nei discorsi rivolti alle sue Missionarie della Carità sottolinea continuamente il tema della profonda compassione (nel senso etimologico di patire insieme) per i poveri. “Non saremmo capaci di capire e di aiutare effettivamente coloro che mancano di tutto, se non vivessimo come loro. Ogni manifestazione di amore, in favore dei poveri e degli indesiderati è importante agli occhi di Gesù. Non aspettate i “leaders”; fatelo da sole, da persona a persona.” Il suo messaggio è di un impegno concreto verso la persona senza aspettare le decisioni dei potenti, una valutazione quanto mai precisa e determinata che, solo così, diventa attualizzabile e realizzabile. “ Siamo ben coscienti che quanto stiamo facendo è una goccia d’acqua nell’oceano. Ma credo che, se quella goccia non fosse nell’oceano, questo sarebbe più piccolo e ne sentirebbe la mancanza. Non sono d’accordo con i metodi grandiosi di fare le cose. Quel che a noi importa è l’individuo. Per poter amare una persona, dobbiamo entrare in stretto contatto con lei. Se aspettiamo finché ne potremo contattare molte, finiremo per perderci nei numeri, né saremo mai in grado di mostrare quell’amore e quel rispetto per la persona. Io credo nel contatto da persona a persona; per me ogni persona è Cristo, e siccome c’è un solo Gesù, quella persona in quel dato momento è l’unica persona al mondo.” Frasi che esprimono il suo programma di amore concreto, senza fronzoli o parole vuote, bisogna agire direttamente da persona a persona…

Gioia

Il libro termina con un invito alla gioia. “La gioia è preghiera – la gioia è forza – la gioia è amore – la gioia è una rete di amore con cui potete catturare le anime.
Dio ama il datore gioioso.
Dà di più chi ama con gioia.” Parole che ci portano veramente al sorriso, alla felicità che si fonda su un autentico spirito religioso.

Conclusione

Attraverso queste parole ho riscoperto una piccola, grande donna che ha lasciato un segno nella storia. Ora il suo messaggio d’amore, attraverso le Missionarie della Carità, si diffonde ancora in tutto il mondo. Roma, Mosca, L’Avana, Novosibirsk alcune delle città dove queste suore operano seguendo il suo esempio. Ma è proprio Calcutta il luogo in cui ancora si respira la sua presenza, fra i poveri più poveri dell’umanità. I bramini, ancora poco prima del suo ultimo respiro, hanno venerato questa donna, riconoscendo in lei una santità che supera ogni religione.
Lei portava visibilmente, qualcosa di più del suo stesso amore: quella che i cristiani chiamano misericordia, che è ancora più grande del perdono, qualcosa che lei ha veramente ricevuto e portato ad ogni fratello.
Una donna che, secondo me, nella sua umiltà, ha dato una lezione di tenerezza e vicinanza agli ultimi della terra.

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