Piacenza, piazza Cavalli

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

La piazza principale di Piacenza deve il suo nome alle due statue equestri in bronzo che si ergono dinanzi al Palazzo del Comune (Gotico). Sono state realizzate tra il 1620 e il 1625 dallo scultore toscano Francesco Mochi (1580 1654). Questi due monumenti equestri raffigurano il duca Ranuccio Farnese e il padre Alessandro.
Sono monumenti di grande impatto visivo che si presentano nella loro grande dimensione suscitando stupore e ammirazione. Infatti poggiano su un grande piedestallo in marmo, a sua volta decorato con dei rilievi in bronzo, quindi sono molto elevate da terra. Guardandole così dal basso mi sento sempre sovrastato da questa imponenza.
I personaggi sono poi raffigurati con lo stile enfatico tipico del barocco.
Ranuccio Farnese è rappresentato in costume romano con lo scettro in pugno, a sottolineare la sua dote di comando, Alessandro Farnese con un grande mantello gonfiato dallo slancio e dall’ardore della sua figura. Le notizie storiche riguardo ad Alessandro, come militare, sono il suo esordio brillante a Lepanto (1571), poi era stato generale al servizio degli Spagnoli ed aveva ottenuto grandi successi nelle Fiandre con la presa di molte città fra cui Anversa. La sua fama era europea e, non avendo molto tempo da dedicare al suo stato, lo aveva fatto gestire dai funzionari. 
Il figlio Ranuccio invece, che divenne duca alla morte del padre, nel 1592, si immerse completamente nelle attività dello stato e lasciò un ricordo di ferocia bieca ed ottusa, quindi un personaggio poco amato dai piacentini. Queste maestose statue sono state realizzate proprio con l’intento di celebrare i fasti e la grandiosità della famiglia dei Farnese.
Però per comprendere pienamente la forza, il movimento che scaturisce da questi monumenti, soprattutto quello di Alessandro, occorre guardarlo da diversi punti di vista, bisogna quindi girarci intorno. Guardando poi verso il cavaliere sembra proprio che sia investito da una folata di vento, è una sensazione particolare e intensa. Un vento che, grazie dell’abilità dell’artista Mochi, inarca il mantello del Duca e ne sconvolge le chiome.
Inevitabile in questi monumenti è l’enfasi,la ridondanza, che però, a mio avviso, viene assorbita dal senso di movimento dell’opera stessa. Sembra proprio che il generale vada di fretta, di corsa con il suo cavallo muscoloso e possente. Anche se può apparire uno stile un po’ retorico, io ne sono un estimatore perché mi danno questa sensazione di fortezza e sicurezza.
Sono statue che caratterizzano la piazza e legate alla storia di questa città.

 

Con tag Bella Italia

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post