C'è qualcosa di sacro nelle lacrime

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Egle Possetti, presidente e portavoce del comitato parenti delle vittime del Ponte Morandi di Genova, il 14 agosto 2020, giorno dell'anniversario e del ricordo: "E' una giornata per non far scender la oblio. Non ci stancheremo mai di chiedere rispetto per la memoria e giustizia, perché sono l'unica speranza per il futuro. Grazie a chi chi è stato vicino. Questo giorno ha un significato profondo, a pochi giorni da un segnale di rinascita per la città, ma è solo un piccolo passo per riemergere...    C'è stata una profonda  arroganza da parte di chi gestiva quella struttura, che non ha mai chiesto scusa, che diceva di non voler essere trattato come cameriere, come se chi fa quel mestiere non avesse dignità.  Il nuovo ponte è un buon inizio ma non basta, non serve solo ricostruire per rialzare la testa da un'umiliazione che l'Italia ha subito agli occhi di tutto il mondo. Serve giustizia, concessioni eque e bisogna chiedere con forza quanto ci spetta come cittadini, perché la nostra disperazione serva a qualcosa. Dobbiamo essere in grado di mettere da parte un sistema marcio che ha fatto crollare un ponte nel 2018, in Italia. I nostri parenti devono essere riconosciuti come vittime di strage...    La giustizia è determinante, è un mezzo per risalire dal baratro dove siamo sprofondati. La verità deve anche essere processuale, senza mistificazioni della realtà. Non si può aspettare decenni per una sentenza"...   In mezzo alla disperazione che ci ha gettato a terra, nella melma, abbiamo conosciuto persone meravigliose. Voglio citare uno scrittore americano che mi ha colpita molto: "C'è qualcosa di sacro nelle lacrime". 

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