UT UNUM SINT

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

L’enciclica “Ut unum sint” di Giovanni Paolo II, pubblicata il 25 maggio 1995, segna, dopo la “Unitatis Redintegratio” del Concilio Ecumenico Vaticano II, una tappa importante nel cammino dell’ecumenismo.

Il titolo del testo papale riprende la preghiera di Gesù per i discepoli “che tutti siano una cosa sola” (Gv 17,21) e sintetizza il pensiero di Papa Wojtyla sull’ecumenismo; infatti credere in Cristo significa volere l’unità. Unità e Chiesa sono un binomio inscindibile: “Assieme a tutti i discepoli di Cristo, la Chiesa cattolica fonda sul disegno di Dio il suo impegno ecumenico di radunare tutti nell'unità” (n. 5).

Il metodo del dialogo è lo strumento fondamentale a cui si affida il papa polacco.

Un dialogo come esame di coscienza: “riconoscere la nostra condizione di peccatori deve anche essere una caratteristica dello spirito con il quale si affronta il dialogo ecumenico” (n. 34).

Un dialogo per risolvere le divergenze: “Il dialogo è anche strumento naturale per mettere a confronto i diversi punti di vista e soprattutto esaminare quelle divergenze che sono di ostacolo alla piena comunione dei cristiani tra di loro” (n. 36).

Il dialogo interconfessionale ha avuto un progresso notevole e lo vediamo, soprattutto oggi, con l’attività infaticabile di Papa Francesco. L'impegno ecumenico, che sta proseguendo in questi tempi, deve quindi fondarsi, come afferma l’enciclica, sulla “conversione dei cuori”, sulla “preghiera” “con la grazia dello Spirito Santo”.

“Non vi è dubbio che lo Spirito Santo agisca in quest'opera e che stia conducendo la Chiesa verso la piena realizzazione del disegno del Padre, in conformità alla volontà di Cristo, espressa con tanto accorato vigore nella preghiera che, secondo il quarto Vangelo, le sue labbra pronunciano nel momento in cui Egli s'avvia verso il dramma salvifico della sua Pasqua” (n. 100).

Nel cammino dell’ecumenismo, segnato dal Concilio Vaticano II, la missione del Vescovo di Roma, secondo Giovanni Paolo II, è quella di “far sua con fervore la preghiera di Cristo per la conversione, che è indispensabile a "Pietro" per poter servire i fratelli. Di cuore chiedo che partecipino a questa preghiera i fedeli della Chiesa cattolica e tutti i cristiani” (n. 4).

Con tag Chiesa, Libri, Società

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post