UNITATIS REDINTEGRATIO

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

È un decreto del Concilio Vaticano II sull'Ecumenismo, promulgato il 21 novembre 1964 da Papa Paolo VI.

Il documento dichiara che uno dei principali compiti del concilio è quello di "promuovere il ristabilimento dell'unità tra tutti i cristiani" (n. 1).

Nei capitoli iniziali  si afferma la volontà di Dio che esista un'unica Chiesa e si riconoscono le attuali divisioni, dovute "talora per colpa di uomini di entrambe le parti" (n. 3).

“Coloro infatti che credono in Cristo ed hanno ricevuto validamente il battesimo, sono costituiti in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa cattolica… e perciò sono a ragione insigniti del nome di cristiani, e dai figli della Chiesa cattolica sono giustamente riconosciuti quali fratelli nel Signore” (n. 3).

Il documento invita pertanto i fedeli cattolici ad un atteggiamento di fraterno rispetto e di conoscenza delle altre confessioni cristiane.

“Infatti con questo dialogo tutti acquistano una conoscenza più vera e una stima più giusta della dottrina e della vita di ogni comunione... Infine, tutti esaminano la loro fedeltà alla volontà di Cristo circa la Chiesa e, com'è dovere, intraprendono con vigore l'opera di rinnovamento e di riforma” (n. 4)
Il compito dell’ecumenismo è quello di camminare nell’avvicinamento dei cristiani fra loro. È un percorso che comprende la preghiera, il dialogo teologico e la cooperazione pratica.

La ricerca dell'unità dei cristiani è compito che “riguarda tutta la Chiesa, sia i fedeli che i pastori, e tocca ognuno secondo le proprie possibilità, tanto nella vita cristiana di ogni giorno quanto negli studi teologici e storici” (n. 5)

Il documento invita poi a ricercare il dialogo per una migliore conoscenza delle dottrine di queste comunità separate e a collaborare socialmente con loro.

“Siccome in questi tempi si stabilisce su vasta scala la cooperazione nel campo sociale, tutti gli uomini sono chiamati a questa comune opera, ma a maggior ragione quelli che credono in Dio e, in primissimo luogo, tutti i cristiani, a causa del nome di Cristo di cui sono insigniti... Da questa cooperazione i credenti in Cristo possono facilmente imparare come ci si possa meglio conoscere e maggiormente stimare gli uni e gli altri, e come si appiani la via verso l'unità dei cristiani” (n. 12).

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