POPULORUM PROGRESSIO - Paolo VI

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

L’Enciclica “Populorum Progressio” di Paolo VI
Pubblicata nel 1967 è uno dei documenti più conosciuti di Paolo VI, quest’anno ne ricorre il 50°.
Scritta alla vigilia del 68, l’enciclica ha suscitato molto scalpore per le sue affermazioni progressiste e ha posto in essere una rinnovata azione sociale della Chiesa verso il mondo intero.
Al centro dell’enciclica l’affermazione:
“Lo sviluppo è il nuovo nome della pace” (n.76).

E’ in questa considerazione la visione sapiente che Papa Montini ha saputo intuire in quegli anni.
Già Giovanni XXIII, nella precedente “Pacem in Terris”, aveva chiesto ai popoli di scegliere il disarmo per arrivare alla pace, ma Paolo VI ritiene che la via maestra, per evitare i conflitti, è la condivisione, la cooperazione e lo sviluppo dei paesi più poveri.
Senza sviluppo aumentano le contrapposizioni sociali, le miserie, nascono gli squilibri, scoppiano guerre e si generano migrazioni forzate.
Si tratta però di uno sviluppo, secondo Montini, che non deve ridursi alla semplice crescita economica.
 

“Per essere autentico sviluppo, deve essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo” (n.14).
Uno sviluppo, inoltre, legato alla giustizia che riduce le diseguaglianze e rende il mondo più umano.
Infatti per Paolo VI umanità significa “l’ascesa dalla miseria verso il possesso del necessario, la vittoria sui flagelli sociali, l’ampliamento delle conoscenze, l’acquisizione della cultura” (n.21).
Il documento propone concretamente dei doveri per attuare questi principi:
“Dovere di solidarietà, cioè l’aiuto che le nazioni ricche devono prestare ai Paesi in via di sviluppo; dovere di giustizia sociale, cioè la riorganizzazione in termini più corretti delle relazioni commerciali scorrette tra popoli forti e popoli deboli; dovere di carità universale, cioè la promozione di un mondo più umano per tutti” (n. 44).
Purtroppo oggi, in un clima di chiusure e di barriere tra i popoli, queste parole sembrano così lontane…
Ma sono delle linee chiare che potrebbero aiutare, anche in maniera tangibile ed efficace,  a risollevare le sorti dell’umanità.

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