KENNY DORHAM: AFRO-CUBAN

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Kenny Dorham è il protagonista dell'album Afro-Cuban di genere Jazz , pubblicato dalla Blue Note Records nel 1955. Il disco fu registrato negli studi di Rudy Van Gelder ad Hackensack, New Jersey (Stati Uniti).

Tracce
Lato A
Minor's Holiday – 4:27 (Kenny Dorham)
Lotus Flower – 4:17 (Kenny Dorham) – Registrato il 29 marzo 1955
Lato B
Afrodisia – 5:06 (Kenny Dorham) – Registrato il 29 marzo 1955
Basheer's Dream – 5:03 (Gigi Gryce) – Registrato il 29 marzo 1955 CD del 2007, pubblicato dalla Blue Note Records
Afrodisia – 5:06 (Kenny Dorham)
Lotus Flower – 4:17 (Kenny Dorham)
Minor's Holiday – 4:27 (Kenny Dorham)
Basheer's Dream – 5:03 (Gigi Gryce)
K.D.'s Motion – 5:28 (Kenny Dorham)
La Villa – 5:23 (Kenny Dorham)
Venita's Dance – 5:22 (Kenny Dorham)
Echo of Spring (K.D.'s Cab Ride) – 6:11 (Kenny Dorham)
Minor's Holiday – 4:24 (Kenny Dorham) –
Bonus track-alternate take Brani : 1, 2, 3 , 4 e 9 : registrati il 29 marzo 1955 Brani : 5, 6, 7 e 8 : registrati il 30 gennaio 1955

Musicisti
Kenny Dorham – trumpet
J. J. Johnson – trombone (tracks 1-4 and 9)
Hank Mobley – tenor saxophone
Cecil Payne – baritone saxophone
Horace Silver – piano Percy Heath (tracks 5-8),
Oscar Pettiford (tracks 1-4 and 9) – bass
Art Blakey – drums
Carlos "Patato" Valdes – conga (tracks 1-4 and 9)
Richie Goldberg – cowbell (tracks 1-4 and 9)

Impressioni-  McKinley Howard (Kenny) Dorham (Fairfield, 30 agosto 1924 – New York, 5 dicembre 1972) è stato un trombettista, cantante e compositore statunitense. Dorham fu uno dei più attivi tra i trombettisti bebop: fece parte delle orchestre di Billy Eckstine, Dizzy Gillespie, Lionel Hampton e Mercer Ellington e del quintetto di Charlie Parker, e fu in seguito uno dei membri dei Jazz Messengers, nati in origine come una cooperativa. E' stato come sideman con Thelonious Monk e Sonny Rollins, e ha rimpiazzato Clifford Brown nel quintetto di Max Roach dopo la morte di Brown nel 1956. E' stato anche un leader, dirigendo fra gli altri la formazione Jazz Prophets (che fondò dopo che Art Blakey assunse la titolarità del nome Jazz Messengers). I Jazz Prophets figurano sull'album live del 1956 Round About Midnight at the Cafe Bohemia, della Blue Note. Costantemente elogiato – ancora oggi – per il suo enorme talento dalla critica e dagli altri musicisti, tuttavia Dorham non ricevette mai la stessa attenzione tributata ad alcuni colleghi, in un clamoroso caso di sottovalutazione. Gli ultimi anni della sua vita furono segnati da una malattia renale che fu la causa della sua morte. In questo album siamo di fronte ad una delle più belle registrazioni della sua fin troppo breve carriera, questa ri-ristampa è stata recentemente rimasterizzata e ora include tutte le riprese da queste sessioni del 1955. Considerando il periodo, questa data rimane un esempio storico del primo bop latino con sfumature e musicalità d'eccezione che poi hanno avuto un seguito. Strepitosi i musicisti, oltre a Kenny, un drumming inconfondibile dai poteri Art Blakey il combo attraverso la blisteringly swinging emerge nel pezzo "La Villa" con i fiati all'unisono (Hank Mobley, sax tenore, Cecil Payne, sax baritono). Gli altri pezzi oscillanti easy "K.D.'s Motion," "Venita's Dance," and "Echo of Spring/K.D.'s Car Ride" mostrano la grande empatia gruppo e sembrano essere eseguiti senza sforzo, anche se di importante complessità musicale. E' la musica a base di ritmo latino che differenzia realmente questa band da tutti le altre dell'epoca ad eccezione di Dizzy Gillespie. Il robusto sax di Payne si infiamma nel brano "Afrodisia", mentre il suo corno, in tandem con il pianista Horace Silver, completato da trombonista JJ Johnson, risultano strepitosi nel mambo-ish "Basheer's Dream". Interessante il brano Minor's Holiday " con la tromba a campana del leader Dorham che svetta sugli altri fiati che in pratica si comportano come i cantanti di backup. Il percussionista cubano Carlos "Patato" Valdes è il sale perfetto aggiunto a questo piatto. La ballata solitaria, "Lotus Flower", è di grande intensità in quanto la sua marcata e tenera moderazione sembra sull'orlo di voler staccare la spina, ma non lo fa mai. Si tratta, nel complesso, di una registrazione notevole della musica di Dorham un po' sottovalutata che dovrebbe essere in ogni raccolta di tutti i veri amanti del Jazz latino.

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