Uomo per il 2000 - G. Pellegrino

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

 

281452349_ab1d3b2b11.jpgUomo per il 2000 è un breve trattato di antropologia, scritto in maniera semplice, una proposta di un umanesimo nuovo alla portata di tutti.

E’ un testo che parla solo dell’uomo dei suoi interrogativi , della sua complessità.
Chi potrà mai sfuggire alle domande di senso, ai perché sullo scorrere del tempo e sulle scelte della coscienza?

Sono i problemi di fondo del nostro essere uomini e donne. Sono i bivi che costellano le nostre strade quotidiane.

L’autore di queste pagine, con il suo stile originario, provocante a volte simpatico e gioioso, ha saputo, a mio avviso, condurre con sapienza e leggerezza, attraverso citazioni filosofiche e considerazioni di carattere psicologico, fino alla soglia del nostro essere più profondo.
E’ riuscito a portare verso quelle scelte fondamentali che richiedono coerenza e coraggio.
Ho trovato questo testo un vero e proprio itinerario umano e spirituale da percorrere con decisione per capire il vero senso della nostra natura umana.

Giuseppe Pellegrino nella sua introduzione si interroga sull’uomo dicendo:
“Chi è questo essere che riempie le giornate di fatiche e speranze, di lavoro e parole, di cadute e scrolloni, che soffre mal di denti e pene d’ amore, che non si sente mai definitivo, che decide di morire per un’idea?
Uomo: tema eterno, interrogativo che continua. Lo trovo qui, su questa biglia dell’universo, su questo granello di mondo.
Tutti sappiamo che il nostro pianeta si trova in una galassia con 100 miliardi di soli ed un diametro di circa 50.000 anni luce.
Non basta. La galassia che ci interessa, pure così grande da non poterla inquadrare nei nostri schemi mentali, è pochissima cosa nel tutto dell’universo. Oggi siamo venuti a conoscenza che l’universo è senza sponde: secondo la scienza si estende (almeno!) per 15 miliardi di anni luce.
Ebbene su questo granellino di mondo, ad un certo momento, compare quella piccolezza infinita che è ciascuno di noi.
Perché? Chi siamo veramente?”

Ecco ho voluto citare alcune considerazioni dell’autore per esemplificare il suo modo di scrivere, interessante e avvincente
La risposta del libro a questi interrogativi fondamentali si basa sulla fiducia sull’amore verso l’umanità.

La grande tentazione di oggi, infatti, è proprio l’eclissi dell’uomo: “che l’uomo perda ciò che è, venga meno alla fedeltà verso il proprio itinerario, non amministri più la proprio grandezza.”

Il testo è una presa di coscienza delle enormi potenzialità dell’uomo e un invito a credere e a scommettere sull’umanità.
L’autore, sempre nell’introduzione cita Camus:
“Nell’uomo vi sono più cose da ammirare che da disprezzare”.

Ho notato nel libro questo ottimismo di fondo e delle vere e proprie nozioni di antropologia che emergono dalle risposte agli interrogativi esistenziali.
Risposte profonde e riflessive, ma anche concrete, che invitano all’impegno e, nello stesso tempo, donano serenità.

Un libro che si legge volentieri e uno strumento che può essere utile come messaggio per le nuove generazioni.

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