Una vita violenta - P.Paolo Pasolini

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

pasolini.jpgSi tratta della storia della vita di Tommaso Puzilli, un giovane sottoproletario dei sobborghi romani. 
Un romanzo che racconta il degrado della periferia con i piccoli furti, i rapporti con omosessuali, i vagabondaggi notturni, fino alla tragedia finale: il ritratto di un gruppo che vive al di fuori di ogni ordinamento sociale che lo possa condizionare.
La prima edizione è del 1959 ed allora è stato giudicato come uno dei romanzi più importanti del dopoguerra.
Il linguaggio usato da Pasolini, nel gergo romanesco più popolare, serve proprio per dare una rappresentazione "lucida e spietata, delle persone e degli atti, dell'ambiente e delle fatalità" delle borgate romane.
Mi ha colpito questo romanzo di Pasolini perché affronta il tema del disagio giovanile e della delinquenza minorile.
Una scrittura infarcita di gergo romanesco, che vuol sottolineare l'estrema verità di queste problematiche.
I protagonisti del libro sono frutto di immaginazione, ma purtroppo delineano in maniera veritiera la micro delinquenza che esisteva ai tempi dello scrittore e anche quella di oggi.
A mio avviso, infatti nelle società, come la nostra sempre più disgregate, eterogenee, con valori più spesso trasmessi dai mass media che dalle famiglie, i ragazzi sono quelli che pagano il prezzo più alto in termini di fragilità e aggressività, con il rischio di cadere nella devianza.

"Se famo un benzinaro..."

Voglio soffermarmi su una brano del libro dove una banda di giovani borgatari di Roma organizza una rapina ai danni di un benzinaio, spinta dalla noia e dal desiderio di sfidare le regola della vita civile. "- Se famo un benzinaro - disse calmo Lello,
che già sparava la macchina a cento per la Portuense:"
Con una pistola in mano, i giovani, minacciano il povero benzinaio.
"- Damme i soldi! - disse
- Basta che nun m'ammazzi, che c'ho famija
- Disse il benzinaro, bianco come una candela..."  Espressioni di violenza descritte in modo reale dall'autore che conosce le situazioni delle borgate romane.
Nel libro prevalgono le descrizioni dei fatti, spetta poi a ciascuno noi trarne delle riflessioni.
I personaggi rappresentano il malessere economico e sociale di un gruppo di giovani.
Qual è la ragione del loro comportamento?
E' difficile trovare una risposta razionale, ma esprimono un disagio che si indirizza verso forme di delinquenza per lo più gratuite.

Impressioni

Mi pare di intuire, come considerazione di fondo del romanzo, che i valori umani e talvolta la vita stessa sembrano non avere più importanza per questi giovani, che si sentono sradicati dall'ambiente in cui vivono,
spesso in situazioni familiari di difficoltà e senza molte prospettive per il futuro.
Una analisi della realtà di Pasolini degli anni 1959-60, periodo in cui è stato scritto il libro, che però non si distanzia molto dalla nostra.
Oggi mi sembra che ci sia maggiormente l'aspetto della noia di esistere, del ricercare emozioni forti che spingono verso la delinquenza...
Le forme di bullismo a scuola sono in questa linea...  Dinanzi a tutto questo emerge un pessimismo nei confronti delle giovani generazioni.
Però, per me, c'è sempre la speranza che, pur in presenza di gravi condizionamenti sociali, familiari e personali , i ragazzi possono ancora camminare andare avanti se aiutati da qualcuno.
In questo discorso mi sento di coinvolgere tutti noi educatori, adulti, ma anche il gruppo stesso dei ragazzi. Prendere coscienza delle difficoltà che uno vive significa fare di tutto per aiutarlo a venirne fuori. Sfortunatamente spesso, invece di aiutare, respingiamo, emarginiamo, senza renderci conto che è come se dessimo una spinta a chi si trova sul ciglio di un burrone...
Perché molte volte chi vive situazioni di marginalità le accentua per chiedere
un' aiuto, una mano, che noi non intuiamo e purtroppo acceleriamo, con il giudizio e pregiudizio, questa caduta...  Mi sembra che ci siano, aiutati da questo libro, molte riflessioni da fare...

 

 

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Monica C. 01/10/2012 13:20

una lettura difficile quella di pasolini