Tragedia della nave Costa Concordia: all'improvviso il dramma!

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

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La tragedia del Giglio fa scaturire molteplici riflessioni, è un avvenimento sulle pagine di tutti i giornali del mondo e induce ad una serie di considerazioni.

Navi di grosse dimensioni
Le navi da crociera mastodontiche con migliaia di persone a bordo dovrebbero viaggiare a distanza notevole dalle coste e, in prossimità di esse, il percorso va tenuto costantemente monitorato dalle capitanerie di porto.
Inoltre dovremmo, a mio avviso, domandarci se è ragionevole costruire navi di così grandi misure.
Tornando al comandante Schettino che è chiaramente il maggiore responsabile del disastro, bisogna anche vedere la sua carriera che non si conosce chiaramente.
Normalmente i passaggi avvengono con le dimensioni dei mezzi (ed il loro valore), si inizia da navi piccole con pochi uomini di equipaggio per arrivare alle ammiraglie come Concordia, dopo aver dimostrato per molti anni il proprio valore in mare.
A me pare che Costa Crociere possa avere qualche responsabilità nell'aver affidato il comando di una unità così importante ad un personaggio che è apparso chiaramente inadeguato. Tanto da vergognarsi a pubblicarne il curriculum...
Costa Crociere dovrà inoltre anche chiarire come la ricerca della visibilità delle proprie navi sia un’operazione di immagine a volte troppo rischiosa.
Dalle testimonianze fotografiche, Costa lascia sfilare le proprie navi davanti ai grandi porti - presumibilmente a scopo promozionale.
In prossimità di porti o località turistiche c’è l’abitudine di salutare, “fare l’inchino”, con manovre di avvicinamento a volte un po’ troppo rischiose.
Queste rotte volute dall’azienda sono perciò imputabili di troppa disinvoltura con dei pericoli che possono essere stati sottovalutati.

 

La vicenda di Schettino
Spesso per descrivere l'Italia in questi anni si parla di un Paese dove la classe dirigente cerca tutti i vantaggi ed evita le responsabilità.
Un discorso molto spesso ripetuto è che c’è una classe dirigente, fatta solo di funzionari senza anima.
Persone ben vestite sempre pronte ad abbandonare la nave in caso di pericolo.
Non avrei mai immaginato che il Comandante Francesco Schettino mi avrebbe dato una conferma cosi autentica di questa analisi pessimista e impietosa.
La vicenda di Schettino dimostra che non è sufficiente la preparazione tecnica per essere all'altezza di un compito che richiede senso di responsabilità e solida struttura morale.
C'è da chiedersi come mai una personalità così carente abbia potuto giungere al posto di comando della Costa Concordia.

 


La lezione di De Falco
Il capitano di fregata Gregorio Maria De Falco della capitaneria di porto di Livorno ci ha dato invece la percezione di un uomo energico che ha capito immediatamente la portata della tragedia e ha cercato di richiamare il comandante della nave alle sue responsabilità.
Mi è sembrato un esempio di fermezza e di determinazione che è più che mai necessario in momenti drammatici come questi.
Inoltre il suo intervento ha fatto emergere la grandezza della responsabilità personale.
Aldo Grasso nell’editoriale del Corriere della sera del 18/01/2012 sottolinea l’importanza del senso del dovere:
“Ogni volta che succede un dramma la colpa è sempre di un altro, persona o entità astratta non importa. Eppure la responsabilità personale – quell’insieme di competenze e senso del dovere, di cura e di coscienza civica – dovrebbe essere condizione necessaria per ogni forma di comando, in terra come in mare”.
La reazione del capitano de Falco che invita in maniera decisa al compimento del dovere è diventata un cult: “Vada a bordo, cazzo!” “ Get on Board, Damn it!” così tradotta dagli americani.
E’ una frase che esprime qualcosa di più di un “grido di dolore, di un inno motivazionale e di un segnale di riscossa”.
E’ una esortazione forte che tutti vorremmo sentire in ogni occasione.
“Vada a bordo!!!”
Significa prendere le proprie responsabilità.
E’ un imperativo che ci piacerebbe udire nella politica, nella società, nella vita di ogni giorno …

 

L’Immagine di una doppia Italia
Da questa triste vicenda emergono le due immagini dell’Italia.
La prima è quella dell’inadeguatezza, della mancanza di coraggio
Scrive Mauro Todeschini sul Giorno del 18/01/2012:
“Schettino, che già ha sulla coscienza la doppia follia dell’inchino all’isola del Giglio, che ha portato la nave sugli scogli e il ritardo nel lanciare l’Sos per evacuare i passeggeri, non ha trovato di meglio che fuggire, come un personaggio vigliacco delle più terribili commedie all’italiana”.
L’altra immagine è invece quella forte e decida di De Falco.
“Vada a bordo, ci sono già dei cadaveri!”
Questo impeto questa lucidità rappresenta la gente perbene che dimostra al mondo come ci si comporta e che, in un certo senso, “riscatta la figuraccia planetaria di cui dobbiamo ringraziare il pessimo comandante della Costa”.
De Falco nei vari social network è stato celebrato come un eroe. Rappresenta la concretezza e la decisione che si vorrebbe vedere in tutti campi soprattutto in politica.

 

 

Il Passo avanti dell’Italia
Quando, come dice Todeschini sul Giorno, fare il proprio dovere diventerà un gesto normale, quotidiano che ognuno compie si potrà vedere i passo in avanti che anche il Paese deve fare.
Il proprio dovere visto come una cosa normale non un atto di eroismo.
A questo proposito Todeschini cita due personaggi che pure me hanno colpito per la loro rettitudine ed esempio. Anch’io ho apprezzato la semplicità con la quale il calciatore del Gubbio, Simone Farina, qualche giorno fa ha ritirato il premio che la Federazione mondiale gli ha assegnato per avere rifiutato un tentativo di corruzione.
Le sue espressioni sono state di grande sincerità e immediatezza, infatti sembrava dire: che c’è di strano , ho fatto solo il mio dovere.
Ho ricordato, sempre citato da Todeschini l’esempio di Nicola Calipari il poliziotto che dato la vita per salvare la giornalista Giuliana Sgrena in Iraq, un uomo di cui è stato detto: “che aiutava tutti e quando lo si ringraziava rispondeva semplicemente: dovere.”
Il sincero dono di sé è una delle qualità fondamentali che rappresenta una società pulita, con dei valori. E’ questo che deve caratterizzare l’Italia perché possa fare il passo in avanti.

 

 

Riflessioni
I morti della Costa Concordia, a mio avviso, devono servire da monito perché si possa riflettere innanzitutto sulla responsabilità personale e l’abnegazione che deve caratterizzare ogni aspetto della vita.
Quindi, dinanzi a questo disastro, di primo acchito, viene spontaneo buttare la croce addosso al comandante Schettino, a lui la maggiore responsabilità, però bisognerà aspettare lo svolgimento delle indagini per capire veramente cosa è successo, come sono andate le cose.
Dobbiamo inoltre, a mio parere, fare delle riflessioni sulle rotte da percorrere per queste enormi imbarcazioni, un decreto è al vaglio del governo proprio per definire queste cose. Però, purtroppo, ci vuole sempre la disgrazia per far scattare le leggi.
Un altro pensiero che mi viene alla mente è come la tragedia è sempre all’angolo e non siamo mai preparati.
La crociera con il suo agio, il suo lusso il suo benessere, la sua serenità e divertimento, dove le relazioni sono tutte improntate alla gentilezza alla cordialità, può diventare da un momento all’altro un luogo di terrore, di morte, di dolore e sofferenza.
Questo mi ha fatto riflettere sulla precarietà della vita che è sempre appesa ad un filo ….

 

 

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Gioia 01/25/2012 17:12

Questa vicenda, mi ha fatto venire in mente al lungo viaggio che anni or sono hanno fatto i miei genitori per rientrare dall'Australia... Nonostante per loro non fosse un viaggio di piacere,
l'unica nave che facesse quel tragitto era una nave da crociera, con oltre 2000 persone a bordo: La Marconi. Tra l'altro quello era l'ultimo viaggio dell'imbarcazione, 45 giorni di mare aperto. Da
quel che dicono i miei, la responsabilità, disponibilità riscontrata al tempo, nel capitano era più unica che rara... ma, mi vien da dire, si sa, c'è una concezione diversa della propria
responsabilità, rispetto al passato.

Monica C. 01/24/2012 13:06

incredibilie vicenda...