Teologia della tenerezza - Carlo Rocchetta

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Un passaggio dell’omelia di Papa Francesco nel giorno del suo insediamento, mi ha molto colpito e ho avuto subito la percezione di una calda umanità che emergerà da questo ministero petrino. Sono le parole che riguardano la tenerezza.“Non dobbiamo avere paura della bontà; anzi, neanche della tenerezza! E qui aggiungo, allora, un’ulteriore annotazione: il prendersi cura, il custodire chiede bontà, chiede di essere vissuto con tenerezza. Nei Vangeli, San Giuseppe appare come un uomo forte, coraggioso, lavoratore, ma nel suo animo emerge una grande tenerezza, che non è la virtù del debole, anzi: al contrario, denota fortezza d’animo e capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all’altro, di amore. Non dobbiamo avere timore della bontà, della tenerezza!”

La tenerezza un “vangelo” da scoprire - A proposito di questo mi è ritornato alla mente un testo di grande portata dell’amico Carlo Rocchetta scritto qualche anno fa, con le Edizioni Dehoniane di Bologna, dal titolo  Teologia della tenerezza, un "vangelo" da  riscoprire. Rocchetta nel suo libro mette in guardia dal fraintendimento sul termine, infatti quando si parla di tenerezza si corrono dei rischi. Si può confondere questo atteggiamento con qualcosa di sdolcinato, legato al sentimentalismo ed essere accusati di romanticismo a buon mercato. Però subito i dizionari parlano chiaro, la tenerezza è definita come una soave commozione, un affetto dolce e delicato, un attenzione amorevole. Un altro rischio poi è quello di far passare la tenerezza come debolezza e il parlarne come segno di immaturità. La realtà è esattamente il contrario e anche Papa Francesco, in questa suo prima omelia, ha dato il giusto risalto alla tenerezza. Infatti questa è - come evidenziato dal libro di Rocchetta-  “forza, segno di maturità e vigoria interiore, sboccia solo in un cuore libero, capace di offrire e ricevere amore”. Si può dire che la tenerezza è la forza più umile; eppure è la più potente per cambiare il mondo! Inoltre che a parlarne sia un papa è un elemento di ulteriore sorpresa perché è diffusa l’idea che la tenerezza rappresenti una connotazione quasi solo al femminile e comunque scarsamente virile. Dice bene a questo proposito anche il Teologo Rocchetta: “Si tratta di un pregiudizio infondato, che va smascherato con energia. Sarebbe come dire che la sensibilità e la capacità di esprimere l’affetto, l’attenzione alla vita, la dolcezza dell’amore di Dio o la squisitezza evangelica della carità, costituiscono attitudini precluse all’orizzonte maschile. Il sentimento della tenerezza riguarda in realtà, in modo totale e incancellabile, sia l’uomo che la donna, la loro umanità e la loro vocazione all’amore e alla comunione” Infatti è proprio l’armonica integrazione tra maschile e femminile che danno risalto a questo sentimento. Per i credenti inoltre è Dio la sorgente inesauribile e il vertice di ogni tenerezza. Quando ami – osserva in maniera ineffabile il poeta libanese Kahlil Gibran – non dire . “Ho Dio nel cuore”. Di’ piuttosto: “Sono nel cuore di Dio”.

Il Cristianesimo della tenerezza - L’accentuazione di questo sentimento caldo e umano è, a mio avviso, una rivitalizzazione dello stesso cristianesimo che, senza tenerezza rischia di apparire in una chiave estremamente riduttiva, quasi – a dire di Rocchetta – “soltanto ritualista o moralista”. Questa strada della tenerezza potrà essere un aspetto importante per il futuro della chiesa. E’ un elemento che può affascinare l’umanità e può rappresentare una via  per uscire dalle secche che sta vivendo oggi la chiesa e riscoprire il senso straordinario dell’essere cristiani oggi nella dimensione di una vita realizzata nella bellezza amante.

Il sogno di Dio - L’ultimo capitolo del libro di Carlo Rocchetta parla delle tenerezza sogno di Dio per l’umanità. Mi piace riportane alcuni passaggi che, secondo me, possono dare un orientamento al papato di Francesco che spero si muova in questa linea. “Sogno una Chiesa di tenerezza che viva il comandamento nuovo dell’amore come sua “norma normans” e faccia della tenerezza la sua anima e il suo segno distintivo. Una Chiesa che, come il carpentiere di Nazaret, si faccia povera, superando la tentazione di essere chiesa del dominio e delle condanne. Una chiesa dell’amicizia, antiautoritaria e antiaccentratrice … Sogno un terzo millennio dove alla logica del “dominium mundi” subentri la logica del “Servitium Mundi”, la logica della tenerezza. L’umanità deve sapere che il terzo millennio o sarà il millennio della tenerezza o non sarà”. E’ questa la strada da imboccare per l’umanità un nuovo mondo o il baratro. Se prevarranno le logiche di profitto, di egoismo e di violenza questo nostro destino sarà l’autodistruzione. Solo la tenerezza e l’amore possono dare una speranza all’umanità. Sono queste le parole che riassumono il testo di Rocchetta e che emergono come imperativo dal messaggio di Papa Francesco.

 

 

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