Shock di un minuto. Per vivere a 360 gradi - Antony de Mello

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Anthony de Mello (1931 – 1987), gesuita indiano ha scritto diversi libri con raccolte di meditazioni e di aforismi, ricchi di spunti di riflessione adatti a tutti.
Le sue opere sono ispirate alla saggezza e alla mistica orientale. Questa caratteristica dona ai suoi lavori un’abbondanza di considerazioni, di sentenze, di motti e proverbi tipici della cultura indiana.
Molti dei suoi libri hanno raggiunto notorietà in vari paesi del mondo.

Questo testo è stato pubblicato dopo la sua morte. E’ un insieme di appunti e riflessioni, preparati da de Mello, pronti per andare in stampa. E’ stato pubblicato così come l’autore lo ha lasciato, senza titoli nè indice, con soltanto le storie, l’una dopo l’altra, nello stesso ordine in cui egli le ha disposte. Voglio proporre alcune di questi aneddoti con i loro spunti riflessivi. “Il maestro era allergico alle ideologie.
“In una guerra di idee”, diceva,
“le vittime sono sempre esseri umani”.
In seguito sviluppò il concetto:
La gente uccide per il denaro e il potere.
Ma gli assassini più spietati
Sono quelli che uccidono per le proprie idee”. Qui ci sta tutto il discorso sui tiranni e dittatori che hanno caratterizzato la storia dell’umanità.
E’ effettivamente grave la spietatezza di chi uccide per imporre le proprie idee… Un’altra peculiarità di questo testo è la ricerca dell’illuminazione, tipica della mistica orientale. “Quando gli fu domandato
come ci si sentisse a essere illuminati,
il maestro rispose:
“E’ come addentrarsi in una regione selvaggia
e avere improvvisamente l’impressione
di essere osservati”.
“Da chi?”
“Dalle rocce, dagli alberi e dai monti”.
Una sensazione terribile”.
“No, una sensazione confortante.
Ma, siccome non ci siamo abituati,
sentiamo l’esigenza di tornarcene di corsa
nel banale mondo degli uomini,
con il suo rumore, le sue parole, le sue risate,
che ci ha tagliato fuori dalla natura e dalla realtà”. Un’ altra importante considerazione sulla saggezza di saper ridere, di essere sereni si evince continuamente da questa lettura. “Qual è il compito di un maestro?”, domandò un visitatore dall’espressione solenne.
“Insegnare alla gente a ridere”, rispose il maestro con espressione grave. Un’altra volta il maestro dichiarò:

“quando siete capaci di ridere
in faccia alla vita,
diventate padroni del mondo…
Proprio come chi è pronto a morire”. Sempre riguardo all’illuminazione ecco un altro simpatico racconto. “Può l’azione portare all’illuminazione?”,
domandarono al maestro.
“Solo l’azione porta all’illuminazione”,
fu la risposta,
“ma dev’essere un’azione disinteressata,
fine a se stessa”.
E spiegò che una volta sedeva in tribuna
Con il figlioletto di un famoso calciatore,
il quale stava giocando una partita d’allenamento.
Quando l’uomo segnò con destrezza tutti applaudirono.
Il ragazzo rimase indifferente;
continuò a starsene lì seduto con aria annoiata.
Che ti prende?”, domandò il maestro.
“Non hai visto che tuo padre ha segnato?”
“Si, ha fatto un bel goal.. oggi, martedì.
La partita è venerdì…
E’ allora che serviranno i goal”.
Il maestro concluse:
“ Purtroppo le azioni sono apprezzate
Non per se stesse,
ma per i loro risultati”. Interessante le sue riflessioni sull’autentica religiosità. “Qualcuno domandò al maestro
perché sembrasse diffidare tanto della religione.
La religione non era la cosa più bella
che l’umanità possedesse?
La risposta del maestro fu enigmatica:
“Il meglio e il peggio…
Ecco che cosa traete dalla religione”.
“Perché il peggio?”
“Perché la maggior parte della gente
Impara abbastanza religione per odiare,
ma non abbastanza per amare”. Anche sull’educazione morale dei figli, l’autore, ci regala una splendida perla di saggezza.
 “Quand’ero adolescente, mio padre mi mise in guardia
da certi posti in città.
Mi disse: “Non andare mai
in un nightclub, figlio mio”.
“Perché no, papà?”, domandai.
“Perché vedresti cose
che non devi vedere”.
Questo ovviamente
suscitò la mia curiosità.
E alla prima occasione andai in un night”.
I discepoli domandarono: “E hai visto qualcosa
che non dovevi vedere?”
“Certo”, rispose il maestro.
“Ho visto mio padre”. 

E’ questo libro una raccolta numerosa di storie e aneddoti veramente meditativi e accorti.
Come dice il titolo, per leggere ciascuna di queste considerazione, occorre soltanto un minuto, ma un minuto è veramente sufficiente per sentirsi coinvolti in un linguaggio affascinante e estremamente diretto. Sono espressioni sconcertanti e talvolta misteriose che però, attraverso il dialogo con i suoi discepoli, regalano delle massime piene di buonsenso e avvedutezza.
In queste pagine ho trovato una saggezza che non intende dare nozioni, insegnare dalla cattedra, ma che vuole risvegliare qualcosa nel cuore di ognuno.
E’, a mio avviso, un cammino di continua ricerca di autenticità, di verità sicuramente efficace.
Una lettura da consigliare.

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