Poesie - Nazim Hikmet

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

nazim.jpgI versi immortali di Nazim vengono ripercorsi in queste stupende pagine di poesia.
Temi come: la nostalgia, la passione politica, l'amore per il suo popolo, per la sua donna, emergono in questo eccelso testo.
Si può dire che tutta l'esperienza umana e culturale di Hikmet si esprime nella sua grande costruzione poetica, tenuta insieme da un forte e contagioso sentimento di passione per la vita. 

Nazim Hikmet (1902 - 1963) ha conosciuto la sofferenza del carcere e della discriminazione per essersi opposto al regime autoritario che governava il suo paese.

Egli tuttavia non ha mai rinunciato a credere nell'uomo e a sperare in un mondo migliore.
Questa raccolta di poesie esprime tutto il suo pensiero e soprattutto la sua fiducia nell'uomo.
Mi ha colpito molto una di queste in cui affida alle generazioni a venire il compito di creare un mondo di serenità e di pace.

"Nasceranno da noi
uomini migliori.
La generazione
che dovrà venire
sarà migliore
di chi è nato
dalla terra,
dal ferro e dal fuoco.
Senza paura
e senza troppo riflettere
i nostri nipoti
si daranno la mano
e rimirando
le stelle del cielo
diranno:
"Com'è bella la vita!"
Intoneranno
una canzone nuovissima
profonda come gli occhi dell'uomo
fresca come un grappolo d'uva
una canzone libera e gioiosa."

E' un invito all'ottimismo, alla positività, che porta a dire per il futuro "Com'è bella la vita!" Sembrano parole ingenue legate a eccessiva fiducia nella bontà dell'uomo.
Parole, infatti, che incontrano spesso grandi delusioni:
egoismo umano, odio, violenza, guerra... sono all'ordine del giorno.
Però partendo proprio dall'esperienza di sofferenza e di carcere vissute dall'autore, bisogno lasciarsi convincere che il male non avrà mai il sopravvento...
La sua testimonianza di vita è un grande messaggio.
Mi sembra di trovare in queste parole una visione molto rosea, una fiducia incondizionata e un invito a credere nella pace.
Anche se questa, secondo me, non significa evitare i conflitti, ma bensì provare a risolverli con un atteggiamento non violento (Gandhi ci insegna...)
nel rispetto dei diritti delle parti che vi sono coinvolte. Un'altra bellissima poesia, di questa raccolta, insiste sulla stima nei confronti dell'uomo.nazim1.jpg

«Non vivere su questa terra
come un estraneo o come un turista nella natura.
Vivi in questo mondo come nella casa di tuo padre:
credi al grano, alla terra, al mare,
ma prima di tutto credi all'uomo.
Ama le nuvole, le macchine, i libri,
ma prima di tutto ama l'uomo.
Senti la tristezza del ramo che secca,
dell'astro che si spegne,
dell'animale ferito che rantola,
ma prima di tutto senti la tristezza e il dolore dell'uomo».

Si tratta di una lettera al figlio e, anche questa, è indirizzata alle giovani generazioni.
Sono queste, a mio parere, bellissime parole che evocano immagini luminose, serene...
Sono ritmate da quella frase fondamentale che è il centro di tale poesia:
"Prima di tutto l'uomo".
A me pare una grande lezione sempre necessaria: ricordare il primato dell'uomo su ogni cosa.
Importante è poi, ci ricorda Hikmet, vivere coinvolti nella realtà, non come un estraneo o un turista che passa e se ne va...
Bisogna amare tutto il creato, ma saper conservare una scala di valori e di impegni.
In questa luce mi sembra utile riproporre un passo del filosofo Kant: «Agisci in modo da trattare l'umanità, così nella tua persona come nella persona di ogni altro,
sempre come un fine e mai semplicemente come un mezzo».  È una grande lezione di umanità...

 

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