Nuovo dizionario di pedagogia

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

L’autore  - Giuseppe Flores d'Arcais. - Pedagogista italiano (Pontelagoscuro, Ferrara, 1908 - Padova 2004), professore nell'università di Padova (1953-78), direttore delle riviste Rassegna di pedagogia e Lumen. Il suo pensiero è informato ai principi dello spiritualismo cristiano.
Tra i suoi scritti: Valori fondamentali e motivi ideali della pedagogia italiana (1939); La pedagogia del positivismo italiano (1951); Studî pedagogici (1951); Introduzione a una teoria della scuola (1951); Il problema pedagogico nell'"Emilio" di G. G. Rousseau (1956); Storia della pedagogia: secoli XVI-XVIII (in collab. con M. Peretti, 1958); Discorso educativo e discorso pedagogico (2 voll., 1972-74); Le ragioni di una teoria personalistica della educazione (1987); Itinerario pedagogico (2000). Particolarmente notevoli gli scritti e la sua attività per la cinematografia scolastica ed educativa: Il cinema (1953). La sua fama, diffusa anche a livello internazionale, è dovuta alla Scuola pedagogica personalista di Padova, della quale è considerato il fondatore. Laureato in Filosofia nel 1929, con una tesi sull’estetica dell'opera musicale, ottiene nel 1935 la libera docenza in pedagogia.
Tra le altre cose ricevette la Medaglia d'oro del Presidente della Repubblica per meriti nei campi della scuola, cultura, arte; fu fondatore e direttore di numerose riviste, tra cui Rassegna di Pedagogia, la più antica fra le riviste accademiche di discipline pedagogiche edite in Italia, e presidente del Centre Europèen de Pédagogie di Liegi.
Il dizionario - Questo dizionario, secondo l’auspicio dell’autore, è rivolto agli studiosi, ma prima ancora a tutti coloro che sono, direttamente o no, impegnati in un’azione di civilizzazione e di acculturazione. Genitori e docenti, anzitutto, ma poi anche politici, sindacalisti e operatori culturali di ogni tipo.
Flores ha voluto, in quest’opera, presentare l’ambito educativo pedagogico come una proposta di lavoro scientificamente fondata e tuttavia aperta ad ogni possibilità, anzi allargata ad ulteriori integrazioni.
Il dizionario è stato organizzato con alcuni criteri quali:
1) si è evitato l’eccessivo frazionamento degli argomenti, riportando temi fondamentali;
2) si è usato un coordinamento, per cui una voce rimanda all’altra;
3) si è privilegiato il punto di vista pedagogico;
4) si sono evitate le voci di deciso carattere storico;
5) si è accompagnata, a ciascuna voce una biografia essenziale.

Indicazioni  - Nel dizionario coordinato da Flores, a mio avviso, l’attenzione si è rivolta ad una ricerca teorica e pratica nello stesso tempo, dando utili indicazioni.
Infatti l’educatore, una volta stabiliti sulla base di argomentazioni teoriche i fini che si propone di raggiungere – cioè quali conoscenze intende trasmettere e sviluppare nell'allievo – decide i mezzi più adatti allo scopo, individuando i modi per intervenire concretamente nella relazione con l'allievo. In questo senso quando si parla di ricerca pedagogica si parla di ricerca applicata, finalizzata quindi a prendere delle decisioni su come intervenire nel processo educativo. Questa doppia anima della pedagogia, teorica e pratica insieme, la caratterizza come scienza interdisciplinare, che si avvale anche di teorie e metodologie proprie di altre discipline: la filosofia, la psicologia, la sociologia ecc.
Sulla questione se si possa considerare la pedagogia, dato il suo carattere interdisciplinare, una scienza di per sé, con un suo proprio, unitario e ben delimitato campo di riflessione e di indagine, oppure no, si sono sviluppate diverse posizioni all'interno di due punti di vista estremi: da una parte quello che la vede come un'arte puramente pratica, un sapere slegato da ogni riflessione teorica che si tramanda per imitazione e abitudine come qualsiasi fenomeno di costume; dall'altra, quello che la considera una parte della riflessione filosofica e, in quanto tale, un discorso teorico per sua natura e vocazione. E’ opportuno, per uno studio completo unire, queste due dimensioni.
Infatti dall'antichità fino al Medioevo all'educatore viene sostanzialmente richiesto di conoscere le materie che insegna. Già in questa ampia fase storica però alcuni pensatori manifestano la consapevolezza che le competenze di chi educa non si fermano qui: ad esempio Socrate, afferma che il vero maestro non trasmette le sue conoscenze all'allievo, ma lo aiuta piuttosto a trovare da sé e in sé ciò che il maestro stesso non conosce chiaramente. Accanto a ciò, bisogna considerare che nel corso del XX secolo, con il consolidarsi della gestione dell'istruzione a livello nazionale, si è assistito a un ampliamento e a una notevole diversificazione delle figure coinvolte nel processo educativo. La figura dell'allievo non solo comprende milioni di individui che frequentano la scuola dell'obbligo, la scuola media superiore, l'università, ma anche moltissimi adulti che curano con corsi di vario genere la propria competenza professionale in una logica di formazione permanente.
D'altra parte nel ruolo dell'educatore rientrano le diverse figure che si occupano di educazione a diversi livelli (dall'insegnante, al preside, al ministro della Pubblica Istruzione) e in diversi ambiti (ad esempio con gli anziani, i disabili, i manager). La nuova complessità della realtà educativa ha aumentato la quantità e la qualità delle competenze richieste all'educatore, all'interno e anche oltre i quattro ambiti sopra individuati. Tutto ciò spiega perché attualmente venga da più parti proposto di abbandonare il termine pedagogia e di utilizzare al suo posto quello di "scienze dell'educazione", che pare più adatto a rendere conto del carattere interdisciplinare assunto oggi dalla pedagogia.

Scienze dell’educazione più che pedagogia - Più nello specifico, sono tre le ragioni che vengono portate a sostegno di tale proposta. In primo luogo, la radice "ped" (dal greco pais, "fanciullo") limita il discorso sull'educazione al periodo infantile e non rende con ciò conto del fatto che oggi l'educazione coinvolge tutte le età della vita. In secondo luogo, il termine pedagogia è stato tradizionalmente usato in riferimento all'intervento educativo in ambito scolastico per la promozione soprattutto di apprendimento e maturazione intellettuali; oggi invece sono molto diffuse e diversificate le occasioni educative extrascolastiche e certamente si parla di educazione in riferimento alla maturazione dell'intera personalità, quindi anche degli aspetti affettivi e sociali oltre che intellettuali. Infine, la pedagogia ha concentrato la sua attenzione sull'individuo singolo, ha cioè perlopiù riflettuto sulla relazione che può svilupparsi tra un educatore e il singolo allievo, mentre la tendenza odierna è di guardare a realtà allargate, innanzitutto alla classe scolastica, ma anche alla famiglia o al gruppo sociale.
Il Dizionario, nel complesso, l’ho trovato pratico e facile nell’uso, grazie ai rimandi che aiutano ad avere un piano di lettura sistematica.
In queste 260 voci si ha un ottimo compendio della scienza dell’educazione.
Le voci ben strutturate, con un mini indice, mi sono sembrate chiare ed essenziali.
La comodità del dizionario facilita un impiego in conformità alle proprie esigenze, cercando e scegliendo ciò che interessa in questo vasto campo della pedagogia.

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monica c. 05/04/2012 00:08

grande figura...