Ludopatia: una nuova malattia

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Sembra una barzelletta, ma lo stato che in questi ultimi anni ha ampliato in modo enorme i giochi a premi in denaro, ora si vede costretto prendersi cura delle patologie che derivano da un ossessivo ricorso ai diversi tipi di gioco d'azzardo.
Alessandra Arachi sul Corriere della Sera sottolinea come "in Italia si stima che siano circa un milione i giocatori patologici, e la metà sono addirittura giovani e giovanissimi. Slot machine, gratta e vinci, lotterie, scommesse sportive: con 500 euro di spesa pro capite il nostro Paese detiene un primato mondiale. Un primato di cui davvero non si può andare fieri."
Il governo allora corre ai ripari e il Ministro della salute Balduzzi anuncia che il Servizio sanitario nazionale prenderà in carico i malati da gioco.
Spiega il ministro Renato Balduzzi: «La ludopatia sarà inserita nell' aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) in modo da garantire il giusto percorso di prevenzione, cura e riabilitazione». Non ha dubbi il ministro della Salute: «La ludopatia va curata secondo le regole di una malattia. Occorre quindi rafforzare tutto il percorso di contrasto a questa malattia attraverso protocolli diagnostici-terapeutici, linee-guida e in generale tutto quello che si fa quando c' è una malattia. L' attenzione al problema è diventata finalmente generalizzata»
Andrea Riccardi, ministro per l'Integrazione con delelga alla famiglia ha rilanciato, in questo contesto, la sua crociata contro gli spot sui giochi d' azzardo: «Vogliamo vietare o, perlomeno limitarne la pubblicità» dice. E poi spiega: «Siamo in una fase di crisi economica e questo è un momento di grande vulnerabilità per i giovani, per i giovani e per gli anziani con bassa pensione. Tante persone in ristrettezza possono scegliere di gettarsi nel gioco d' azzardo, raccogliendo il messaggio rassicurante che pesca proprio in questa fragilità profonda. Il nostro non vuole essere un falso moralismo, ma l' intenzione di riflettere su una patologia».
Infatti proprio in un momento di crisi così nefasta il miraggio di un facile guadagno colpisce tanta gente, soprattutto i più poveri.
Già lo stato "biscazziere" sta ricavando introiti su giochi, lotterie, grattaevinci in maniera esponenziale. A pagare sono sempre però i più deboli e con meno risorse, abbagliati da una vincita che possa risolvere i problemi della vita. E' quindi evidente che i giochi con ricavi in denaro stanno diventando una spesa consistente per ogni famiglia, una nuova "tassa dei poveri".
Ora quindi la Sanità pubblica dovrà cercare di guarire questa malattia che può diventare una vera piaga sociale e penserà anche ad una seria prevenzione con campagne mirate alla responsabilità nel gioco.

 

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