F. Kafka - La metamorfosi

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

kafka.jpgLo stile di Kafka in questo testo ha veramente avuto l'effetto di "un colpo d'ascia in un mare di ghiaccio". 
E' stato un passaggio epocale della letteratura moderna.
In queste pagine Kafka, mette in scena un conflitto mortale: quello tra vita e scrittura. 
Come dicono alcuni critici letterari:
"la letteratura si fa per lui discesa agli inferi dell'umano". 
La scrittura si trasforma così, per Kafka, in un "assalto al confine estremo": un confine contro il quale si infrange.
Mi ha sempre molto colpito lo stile dell'autore direi particolare e unico ("kafkiano"), che analizza l'esistenza in un modo un po' triste e surreale.
Proprio da questa storia emergono alcune problematiche caratteristiche che Kafka ha vissuto in prima persona:
le difficoltà di comunicazione con la propria famiglia,
l'oppressione della società dei padri,
la solitudine dell'uomo.
"Destandosi un mattino da sogni inquieti, Gregor Samsa si trovò tramutato, nel suo letto, in un enorme insetto. 
Se ne stava disteso sulla schiena, dura come una corazza, e per poco che alzasse la testa poteva vedersi il ventre abbrunito e convesso, solcato da nervature arcuate sul quale si reggeva a stento la coperta, ormai prossima a scivolare completamente a terra.
Sotto i suoi occhi annaspavano impotenti le sue molte zampette, di una sottigliezza desolante se raffrontate alla sua corporatura abituale.
"Che cosa mi è accaduto?", si domandò. Non stava affatto sognando..."
Questo l'incredibile inizio del racconto.
Gregor, che di mestiere fa il commesso viaggiatore, si risveglia trasformato in uno scarafaggio. 
Sul momento pensa di trovarsi in un sogno e cerca di addormentarsi sperando che al risveglio tutto quanto sia tornato normale. 
Ma quella sarà la sua condizione fino alla fine dei suoi giorni: un insetto con i sentimenti di un uomo.

Impressioni
Una racconto veramente strano, molto autobiografico, da cui emerge la difficoltà di di relazionare con la propria famiglia e in modo particolare con il proprio padre
Gregor, a mio avviso, rappresenta l'aridità che a volte si manifesta nei rapporti sia parentali, sia umani.
Inoltre esprime anche tutte le paure, le fobie, le incomprensioni che stanno alla base di tante relazioni.
Da questa lettura ho avuto l'impressione che Gregor è, secondo l'intenzione di Kafka, l'emblema dell'introversione, della chiusura in se stessi, della sensibilità frustrata.
Un personaggio incerto e timoroso che infine viene ad essere soggiogato dai condizionamenti esterni, dalle imposizioni dei caratteri forti e imperiosi.
Kafka ha voluto trasmettere, secondo me, proprio le difficoltà della sua vita e ne viene un romanzo veramente interessante.
Una storia però molto triste.
Perfino la sorella, che inizialmente è l'unica a sopportare la sua presenza, si stanca ben presto di questa situazione e propone ai genitori di eliminarlo. Quell'essere spregevole, viscido, abietto, motivo di vergogna per tutti loro, non è Gregor. Non merita più di essere chiamato per nome, non merita alcuna attenzione, deve solo essere schiacciato come uno scarafaggio. Non è fratello e non è figlio, è solo un insetto...
E' una lettura che ti coinvolge e vola via velocemente
Il linguaggio, l'ho trovato semplice, fluido, quasi leggero che contrasta un po' con la durezza e la difficoltà delle tematiche trattate.
In conclusione mi sembra di poter dire che nella metafora dell'insetto non ci può essere nessuna realizzazione dell'io, neanche in quella forma così perversa, questa è un po' la visione pessimistica della vita di Kafka, accompagnata da altre difficoltà come la dipendenza dalla famiglia e di conseguenza la mancanza di libertà e l'annientamento della personalità.
Insomma tutto il libro è proprio, a mio parere, una grande e intrigante allegoria della vicenda umana, raccontata con un'abile penna capolavoro della letteratura.
Un testo non certamente allegro ma che fa riflettere...

Con un impianto stilistico di grande qualità Kafka è riuscito a creare un gioiello che si legge con interesse e rapidità.

 

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Monica C. 12/29/2011 18:36

a me non piace kafka...