La linea d'ombra - J. Conrad

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

"Mi offrono un incarico di responsabilità
mi hanno detto che una nave c'ha bisogno di un comandante
mi hanno detto che la paga è interessante
e che il carico è segreto ed importante
il pensiero della responsabilità si è fatto grosso
è come dover saltare al di là di un fosso
che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato
saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto
di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura
cosa sarò? dove mi condurrà la mia natura?"

E' un brano della canzone "La linea d'ombra" di Jovanotti tratta dal disco "L'albero" 1997. 
Lorenzo Cherubini è stato molto colpito dall'omonimo romanzo di Joseph Conrad e ha scritto una canzone dove rievoca queste pagine.

La vicenda del romanzo, che vi voglio descrivere, è ambientata alla fine dell'Ottocento nel tratto di mare che tocca le coste della Malesia, dell'Indocina e delle Indie olandesi.
Protagonista un giovane capitano al comando di un brigantino che si appresta a solcare le acque dell'oceano. 
Un'improvvisa bonaccia blocca la nave in mezzo al mare in una situazione di assoluta immobilità che rende la condizione dell'equipaggio insostenibile... 
Finalmente l'arrivo di una tempesta darà la possibilità alla nave di sbloccarsi e così arriverà a Singapore. 
Questa, in breve, la sintesi del libro. 
Il centro del racconto è proprio, a mio avviso, la descrizione continua di quella linea d'ombra delle bassi nubi all'orizzonte, che impediscono alla nave ogni movimento. 
Questa linea, simbolicamente, è anche quella delle incertezze, delle paure del protagonista.

"V'è qualcosa che si svolge nel cielo, come una composizione, una corruzione dell'aria, che rimane più ferma che mai. In fondo, sono soltanto nubi, che possono o no portare vento oppure pioggia. Strano che debba conturbarmi così. Ho l'impressione che tutti i miei peccati m'abbiano raggiunto.... Cosa succederà? Forse nulla o qualsiasi cosa..."
In queste parole di Conrad emerge, a mio parere, l'immagine simbolica sulla quale poggia l'intero romanzo: la linea d'ombra che il protagonista e i marinai osservano con insistenza, la loro situazione è legata a questa immagine... Dietro questa linea si nasconde tutto: il bene o il male, la salvezza o la fine...
 

E' anche la linea che il comandante deve superare, che segna il confine tra la sua adolescenza e la sua maturità.
Lo stesso discorso parafrasato da Jovanotti:
"La faccia di mio padre prende forma sullo specchio lui giovane io vecchio le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio "la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione" arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione e adesso è questo giorno di monsone col vento che non ha una direzione guardando il cielo un senso di oppressione ma è la mia età dove si guarda come si era e non si sa dove si va, cosa si sarà"
Sia la canzone, sia il romanzo rappresentano il percorso di formazione di un giovane che deve crescere, decidere, fare scelte di vita...
Nel romanzo il protagonista e i gli uomini dell'equipaggio quando arrivano al momento di massima difficoltà, in cui più profondo sembra l'abisso, proprio qui avviene il mutamento: il giovane inizia a dare ordini e assiste alla rinascita della speranza, nella sua vita parte la nuova avventura di adulto.
Anche Jovanotti nel suo testo così conclude:
"levate l'ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione."
La vita è un incarico di responsabilità, sempre ha bisogno di essere affrontata senza paure, senza fughe, superando questa difficile linea d'ombra che tutti, in qualche modo hanno sentito e sperimentato nella loro esistenza.
Sia il libro, sia la canzone mi hanno trasmesso questa sensazione di coraggio, di determinazione.
Un invito a scegliere, ad agire, senza lasciarsi arrendere, senza lasciarsi trasportare dalla "calma piatta".

 

Con tag Libri

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post

Monica Cadoria 11/07/2011 16:56


Molto, molto interessante