Il Padrino

Pubblicato il da ricarolricecitocororo

Uno dei migliori film americani di sempre... Uno spaccato di storia americana ....L'ho rivisto, in questo giorni di vacanza. E' sempre una grande emozione... anche il presidente Obama lo annovera tra i suoi film preferiti.

Trama 
Brevemente perché la conosciamo. Il capolavoro cinematografico estrapolato dal romanzo targato Mario Puzo, racconta l'ascesa al potere di un giovane intellettualoide, Michael Corleone, che abbandona timidezza e neutralità rispetto agli "affari" di famiglia quando il padre, Don Vito Corleone, viene ferito gravemente da sicari ingaggiati da un clan rivale. Dopo aver ucciso i mandanti del tentato omicidio del padre, Michael fuggirà in Sicilia, per poi rientrare a New York; alla morte di Don Vito, sarà proprio Micheal Corleone a ereditare dal padre il titolo di "Padrino".

Personaggi 
Don Vito Corleone 
è Marlon Brando, in una magistrale interpretazione, è il "Don" per eccellenza. Non a caso, un recente sondaggio ha eletto il "brandiano" Don Vito Corleone come il personaggio più affascinante della storia del cinema: duro, risoluto, autoritario. E allo stesso tempo cordiale, premurosissimo nei confronti della famiglia (il suo valore imprescindibile).

Michael Corleone 
è interpretato da Al Pacino, il figlio del padrino, con la sua vera e propria metamorfosi, che fa da filo conduttore a tutto il racconto, è il personaggio più interessante e complesso. Bellissima la parte conclusiva, che lo consacra il nuovo punto di riferimento della famiglia Corleone.

Tom Hagen 
interpretato da Robert Duvall con il suo equilibrio pacato, a metà strada fra il lucido avvocato e il saggio fratello maggiore.

Santino "Sonny Corleone" 
calzato da James Cann, la testa calda della famiglia, caratterizzato dai suoi occhi sanguigni.

Fredo Corleone 
impersonato da John Cazale, figura esile e pavida, troppo fragile e indeciso, rispetto agli altri figli di Don Vito, per ambire al titolo di "Padrino".

Sequenze 
Inizio 
Indimenticabile è questa scena nell'ombra della stanza e in quella sala, per due minuti e mezzo un uomo chiede giustizia, in nome dell'America ma, ancor più nel nome di Corleone. 
L'inquadratura si allarga lentamente fino a rivelare dapprima la voce, quindi le sembianze dell'ascoltatore di questa preghiera, stabilendo un contatto con lo spettatore che incontra lo sguardo del Padrino. 
Mentre subito dopo questa oscurità appare il contrasto di un sole accecante per celebrare la scena del matrimonio di Connie (la figlia del Don) che presenta al gran completo la "Famiglia" e la sua attività.

Battesimo 
Memorabile questa sequenza, uno dei punti culminanti del film in cui F. F. Coppola scatena tutta la sua creatività e dimostra, in cabina di regia, un talento da vero artista della cinepresa. La telecamera, viaggiando alternativamente fra la cerimonia di battesimo del piccolo figlio di Connie e Carlo (alla quale è presente Michael Corleone) e i contemporanei, brutali omicidi comandati da Michael ed eseguiti dai suoi sicari, regala emozioni fortissime, tramutando le esecuzioni dei capi delle famiglie invise ai Corleone in una cupa, inquietante poesia. Il drammatico conflitto fra la sacralità del battesimo di un bimbo e la brutalità delle sparatorie mafiose, esacerbato peraltro dalla voce celeste e solenne del prete celebrante mantenuta da Coppola anche durante le scene degli omicidi, richiama un tema, quello della contraddizione fra fede religiosa e cinismo criminale. Del resto, la traduzione inglese del nostro "Padrino" risulta essere "Godfather"! La presenza ostentata e ridicola, ma al contempo sottile e impalpabile di Dio nella vita e nella coscienza di personaggi come i fratelli Corleone non fa altro che aggiungere fascino al loro fascino.

"Gli farò un' offerta che non può rifiutare" è la frase tipica del Padrino, quando vuole ottenere qualcosa, una frase che è entrata nell'immaginario collettivo. 
Il grande Marlon Brando con i suoi gesti, il suo modo di parlare ... La sua calma, che non lascia trasparire nulla, la tenerezza verso i suoi cari ... Regalano a questa pellicola una interpretazione memorabile. 
Una grande opera da tenere nei nostri scaffali, che nonostante i suoi 170 minuti, non fa perdere un colpo e si segue d'un fiato. 
Rimane, a mio parere, una perla della cinematografia mondiale.

 

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