I dolori del giovane Werther - Johann Wolfgang Goethe

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Romanzo fatale e struggente, tipica espressione del Romanticismo che descrive, attraverso le lettere inviate ad un amico, l'esaltante e infelice amore di Werther per Carlotta, una giovane d'incantevole grazia.
La donna è però già destinata ad un altro uomo e il racconto epistolare si conclude con il tragico suicidio del giovane Werther.

E' un testo di grande suggestione per le sue aperture liriche e filosofiche e anche la precisa descrizione dei sentimenti amorosi che travolgono il protagonista.


Immersione nellla semplicità della campagna
Werther è un giovane introverso che si ritira dal mondo nobiliare e borghese,
della Germania del 700. 
Un mondo legato molto all'apparenza nel quale il giovane Werther non si riconosce, e si rifugia in campagna per trovare pace nel contatto con la natura.
Questo suo ritiro viene ben descritto dalle parole di una sula lettera: 
"La solitudine stilla da questi luoghi paradisiaci un balsamo prezioso nel mio cuore"; 
"Una serenità incantevole avvolge tutta la mia anima, come una di queste dolci mattine di primavera che qui mi godo con tutto il cuore. Sono solo e mi rallegro di vivere da queste parti, che sembrano fatte apposta per anime come la mia." 
Si tratta però di una serenità che non argina una natura romantica, che tende alla passione e all'estasi:
" Quando l'amorosa vallata rigurgita attorno a me di tutti i fumi della terra e il sole alto si posa sopra la volta delle tenebre impenetrabili del mio bosco e solo qualche raggio s'intrufola all'interno di questo santuario, io me ne sto nell'erba alta accanto al ruscello gorgogliante e, più vicino alla terra, mi rendo conto con stupore delle svariate erbette mai notate prima; quando il brulichio del minuscolo mondo fra gli steli, le innumerevoli, indistinguibili forme dei vermi e dei moscerini fanno breccia nel mio cuore e sento in tutta la sua presenza qui l'Onnipotente che ci creò a sua immagine, qui nel respiro dell'amore immenso che ci sostiene e ci culla in una voluttà infinita... quando, amico mio, il mio sguardo s'incupisce e il mondo e il cielo calano nella mia anima sotto forma di una donna amata... allora c'è spesso in me un pensiero struggente, un ardente desiderio: oh, potessi mai dare corpo a tutto ciò, potessi soffiare nella carta tutto quanto vive in me così pieno, così palpitante, tanto da diventare lo specchio della mia anima come la mia anima è lo specchio del riflesso infinito di Dio! amico mio, ecco, io... Ma poi stramazzo, soccombo sotto la violenza della magnificenza di queste visioni.";

"Quante volte cullo il mio sangue in ebollizione fino a calmarlo, e non ti capiterà mai di trovare qualcosa di più disuguale, di più instabile di questo mio cuore. Caro, ma devo proprio dirlo a te che così spesso hai dovuto sopportare di vedermi passare dalla titubanza all'eccesso e dalla malinconia più dolce alla passione più sfibrante?"

Ipocrisia della borghesia
Werther non sopporta la vanità e l'ipocrisia del mondo borghese e il contatto con la gente semplice della campagna lo rende più sereno
"La gente umile del posto ormai mi conosce e mi vuole bene, specialmente i bambini."
"Lo so benissimo che non siamo uguali né che possiamo esserlo, però sostengo che chi crede necessario stare alla larga dalla cosiddetta plebe per incutere il dovuto rispetto, è non meno biasimevole del vigliacco che si nasconde al nemico per paura di soccombere."

L'incontro con Carlotta
E' su questo sfondo di serenità e di contatto autentico con la natura e con le persone, sotteso da un'irrequietezza romantica, che si definisce l'incontro con Carlotta, figlia dell'"intendente e funzionario giudiziario del principe, una persona schietta e cordiale". 
Si tratta di un colpo di fulmine: 
"Raccontarti per filo e per segno come ho conosciuto una delle creature più adorabili non è affare da poco. Sono contento, sono felice, quindi un pessimo storico. Un angelo! uffa! questo lo dice ognuno della sua bella, no? Tuttavia non sono in grado di dirti quanto sia perfetta, perché sia perfetta; insomma, si è accattivata tutta la mia attenzione. Una tale semplicità unita a una tale intelligenza, una tale bontà con tale fermezza d'animo, e la calma dell'anima aggiunta alla pienezza della vita e all'operosità." 
Nel viaggio in carrozza verso un ballo, l'innamoramento diventa estatico: 
"Come mi sperdevo in quegli occhi neri durante la conversazione, come attiravano a sé tutta la mia anima quelle labbra tumide e quelle guance sbarazzine! immerso nella splendida sensatezza del suo discorso, spesso non sentivo neppure le parole con cui si esprimeva - conoscendomi, puoi benissimo fartene un'idea. 
Per farla breve, quando ci arrestammo davanti al padiglione smontai dalla carrozza come trasognato, ed ero così sperduto nei miei sogni, mentre il sole calava, che feci appena caso alla musica che risuonava sino a noi dalla sala illuminata." 
Il ballo completa l'opera: " Avere fra le braccia quell'amorevole creatura e vorticare con lei come un turbine, e ogni cosa che si dileguava intorno".

Un amore intenso e struggente
Un amore che appare da subito folgorante e intenso:
"Allora la lasciai con la preghiera di poterla vedere quello stesso giorno, lei acconsentì, e ci sono tornato; e da allora sole, luna e stelle possono tranquillamente farsi le loro faccende, io non so più se è giorno o notte, e il mondo intero svanisce intorno a me." 
Werther fa esplodere la sua grande esaltazione:
"Vivo dei giorni felici come quelli che Dio riserva ai suoi santi; e qualunque cosa mi succederà, non potrò più dire di non aver colto le gioie, le gioie più autentiche della vita."

Delusione
Un'esaltazione che dura poco, infatti Carlotta ha già messo Werther al corrente di essere promessa ad un uomo, Alberto. 
Per Werther questa situazione è insostenibile. Si rende conto che il suo amore si sta trasformando in una dipendenza morbosa:
."Come si può essere così bambini? Come si può cercare con tanta avidità uno sguardo? Come si può essere così bambini?"),
Nonostante con il suo rivale si va instaurando un rapporto di reciproca stima continua nella sua mente la ricerca dell'amore impossibile.

Folle amore
Si rende conto del suo amore folle:
"Infelice! Non sei forse pazzo? Non ti stai ingannando a bella posta? Che significa questa furente passione senza fine? Non ho preghiere che per lei; alla mia immaginazione non appare altra figura della sua, e tutto il mondo che mi sta attorno non lo considero se non in rapporto a lei. E questo mi rende felice alcune ore - fino a che non devo di nuovo strapparmi da lei. Ahimè, Guglielmo, a cosa mai mi spinge il cuore? Quando sono rimasto seduto accanto a lei per due, tre ore e mi sono imbevuto della sua figura, del suo contegno, dell'espressione celestiale delle sue parole, i miei sensi a poco a poco si tendono, gli occhi mi si annebbiano, odo vagamente e mi sento stringere alla gola come dalla mano di un assassino e allora il mio cuore cerca di pompare ossigeno con battiti selvaggi ai miei sensi soggiogati, con il risultato di accrescerne lo sconcerto... Guglielmo, spesso non so nemmeno più di essere al mondo! E se talvolta la malinconia ha il sopravvento e Lotte non mi concede la magra consolazione di sfogare i miei affanni piangendo sulla sua mano, ecco che devo scappare, fuori! e prendo a vagare inoltrandomi nei campi attorno; la mia gioia, allora, è scalare un erto monte, aprirmi un varco in un bosco impraticabile, attraverso i rovi che mi feriscono, attraverso le spine che mi lacerano. Allora mi sento un po' meglio. Un po'! e quando dalla stanchezza e dalla sete mi fermo per strada, talvolta a notte fonda, quando la luna piena è fissa su di me, mi siedo nel bosco disabitato su un albero ricurvo per accordare un po' di sollievo ai piedi rigonfi e spossato mi lascio prendere da un sonno leggero che s'inoltra sino all'aurora. Oh Guglielmo! la solitudine di una cella, un ruvido saio e il cilicio sarebbero i refrigeri cui anela la mia anima. Adieu! Non vedo fine a questa miseria se non nella tomba." 
Questi pensieri cupi e totalizzanti arriveranno all'apice del tormento.

Storia fatale
La storia è lineare e fatale. 
Ho trovato questo amore travolgente e impetuoso. 
Una passione che svuota di senso l'esistenza senza l'amata. 
Si tratta di un amore romantico descritto come se l'intensità del sentimento non comportasse un confine al di là del quale l'idealizzazione della persona amata.
La passionalità di questo amore è quello di assegnare ad esso un significato di vita o di morte.
Goethe ha proprio colto la trappola dei sentimenti umani che possono arrivare alla patologia, a gesti estremi ...

Si tratta del più famoso romanzo d'amore della letteratura tedesca.
Un amore che non vede altro che l'amata in una dimensione totalizzante.
"Certe volte mi accade di non poter capire come un altro possa volerle bene, abbia il diritto di volerle bene, mentre io l'amo così esclusivamente, così intensamente e non conosco, non so, e non ho altro che lei"
Un amore che si descrive nelle parole come una forza misteriosa, che rompendo gli schemi della letteratura diventa un testo romantico, religioso, filosofico, sociale e addirittura politico.
Una storia d'amore autobiografica che rispecchia i sentimenti reali di Goethe per la giovane Lotte Buff.
Un romanzo quindi che esprime il vissuto interiore di Goethe e narra una passione tragica e assoluta. Parole che hanno fatto la storia della letteratura e ne sono diventate un capolavoro immortale.

Con tag Libri

Commenta il post