Eppure è viva. I chiaroscuri della famiglia italiana - Cristina Beffa

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

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Cristina Beffa, giornalista, vicedirettrice del mensile “Famiglia Oggi”, periodico San Paolo, propone attraverso questo breve testo, interessanti riflessioni.

Il titolo “Eppure è viva” sottolinea come, nonostante quanto trasmettono i media, la famiglia è ancora una valida base della società, un punto di appoggio indispensabile.

Nella premessa l’autrice parla dei cambiamenti socioculturali che hanno investito la famiglia:
“I modelli familiari si moltiplicano, aumentano separazioni e divorzi, calano nuzialità e natalità, la popolazione invecchia, il ricambio generazionale è lento.”

E’ importante la considerazione che dà fondamento all’unione familiare che mi è sembrata chiara e vitale:
“La famiglia nasce anzitutto dalla differenza e dalla reciprocità della coppia, che sceglie poi l’avventura genitoriale.
Un uomo e una donna si incontrano, si conoscono, decidono di mettere insieme le loro individualità, sperimentano il sapore della comunicazione e la fatica del conflitto, affrontano il percorso coniugale, danno consistenza alla generatività.”
Seguente un’altra riflessione che dà risalto al modello di vita familiare che pure mi ha molto colpito:
“La famiglia è un fulcro di valori, non incentrato sul guadagno, sul reddito, sul ruolo, sull’efficienza, ma sulla gratuità e sul servizio, così da divenire comunità di vita e di amore.”

Oggi questa considerazione è di estremo valore, soprattutto nella crisi che stiamo vivendo, perché anche se manca il denaro non deve però mancare amore.
Vediamo però che tante volte la scarsità economica porta situazioni di tensione, di disillusione, di impotenza che possono creare divisioni e rotture nell’ambito familiare.

Cristina Beffa cita, a questo proposito, la storica Cecilia Dau Novelli, la quale sottolinea come la famiglia è viva e
“resiste perché risponde ad alcuni bisogni fondamentali che non sono risolvibili in altro modo: quello di vivere in comunione per combattere la solitudine,
quello di educare i figli e inserirli nel mondo degli adulti, quello di cercare la felicità in un rapporto duraturo con l’altro sesso”.

La famiglia, quale organismo vivo, è costantemente in movimento.
“Mai uguale a se stessa, eppure bisognosa di stabilità, il suo divenire lascia costantemente aperte diverse questioni”.
Così l’autrice introduce il discorso sulle problematiche.
I segni di malessere si manifestano nei suicidi giovanili, espressione della fragilità delle nuove generazioni; l’anoressia, come rifiuto ostinato del cibo;
la bulimia, il mangiare con ingordigia; la tossicodipendenza, schiavitù da una sostanza.
Tutto ciò nasce da un disagio che “spesso ha radici in una famiglia in cui tutti non si trovano bene”.

Il capitolo “Crescere insieme” del libro, porta a una indicazione importante per il cammino educativo.
Infatti , Cristina Beffa, qui afferma che la relazione è ciò che conta sopra ogni altro elemento.
“In essa e tramite essa l’educazione procede a doppio senso di marcia: ciascuno di noi, educando gli altri, educa se stesso.
Così, il genitore che alleva il proprio bambino riceve da quest’ultimo tanti messaggi, adeguati a guidarlo verso scelte soddisfacenti per il bambino stesso.
Se l’adulto avrà la capacità di mettersi in gioco, di lasciarsi educare dal proprio figlio, questi ne porterà in superficie i lati sconosciuti della personalità, lo farà crescere, lo emanciperà:
lo renderà genitore consapevole e maturo; gli insegnerà a non vergognarsi dei sentimenti di benevolenza e amore."

Leonardo Zega, giornalista ex direttore di Famiglia Cristiana, spesso citato dall’autrice riguardo a questo afferma:
“Cari padri, prendetevi i figli per mano. Fate tante cose insieme, ascoltateli, parlate con loro: sarà per i figli il regalo più bello e la loro felicità sarà anche la vostra. Costa così poco volersi bene e dirselo”.

La conclusione di questo testo è, a mio avviso, il riassunto di queste importanti considerazioni, perché si fonda sulla convinzione che la garanzia di futuro per la società viene dalla famiglia.
“Essa supplirà anche la scarsità delle risorse economiche, perché dove ci si vuol bene ciò che appartiene ad un membro della famiglia è di tutti.”

E’ questa totale gratuità, a mio parere, la forza dell’istituzione familiare.
Tutto si fa per amore senza calcoli, ma solo per il bene dell’altro.
E’ questa vitalità di affetti che può dare speranze per il futuro.

 

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