Duomo di Bolzano

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

duomo bozen5Il duomo di Bolzano è un monumento di singolare interesse, in stile gotico con tre navate, volte a crociera sostenute da archi e pilastri.
Visitato recentemente, l’ho trovato di sublime imponenza e di grande maestosità.
E’ la chiesa concattedrale della diocesi di Bolzano – Bressanone. 
Concattedrale perché, con l’unione delle diocesi di Bressanone e Bolzano, il titolo di cattedrale è rimasto a quella più prestigiosa di Bressanone
E’ ubicato al lato sud-ovest di Piazza Walther, il salotto di Bolzano.
Il duomo, insieme alla piazza, sono gli emblemi della città di Bolzano. 
La chiesa, dedicata a Maria Assunta, la possiamo definire un gioiello di architettura che racchiude pxelementi di romanico nella parte più antica, visibili nelle fondamenta visibili all’interno. 
Mentre l’esterno, più volte ricostruito, è un classico esempio di stile gotico che, per il suo splendore, può competere senza paura con la cattedrale di Notre Dame de Paris.
Il rivestimento, realizzato nel XIV secolo dai fratelli Schiche di Augusta in marmo rosso (proveniente dalla Val Gardena) e giallo (della Bassa Atesina), è decorato di doccioni e balaustre abilmente cesellati.

Esterno
Avvicinandosi da piazza Walther si apprezza tutta la bellezza di questo monumento con il suo caratteristico tetto verde-oro. 
Di pregevole fattura è il campanile filigranato, ornato di finestre ogivali ed archi rampanti, appoggiato sulla base quadrata di origine romanica. 
Costruito nel 1517 dallo scalpellino svevo, Hans von Schussenried, è una torre slanciata che tende a salire verso il cielo con assoluta eleganza.
La porticina del vino, sempre all’esterno, sul lato piazza Walther, è uno dei più bei portali gotici di tutto il Tirolo, ornato di diverse statue. 
Da osservare con attenzione sono le due figure al bordo destro e sinistro che rappresentano una coppia di vignaioli nel costume tipico dell'epoca.
Sempre nella parte esteriore un’altra opera da contemplare è un affresco del XV secolo ubicato sotto la torre. 
Caratterizzato dal plastico disegno delle figure e dalla sua tipica spazialità, è attribuito agli allievi della scuola di Giotto ed è una espressione tipica del rinascimento italiano. 
Merita attenzione, in questo affresco, il disegno di un pellegrino al ritorno da Santiago di Compostela, come dimostra la conchiglia che porta al collo, che giace per terra colpito da una campana.
Interessante è la coppia dei leoni che sorreggono le colonne del portale romanico del Duomo, d’epoca duecentesca.

La leggenda dei due leoni
Secondo la leggenda i due leoni, di giorno mansueti, di notte prendono vita, un po’ come il cavallo del monumento veneziano di Bartolomeo Colleoni del Verrocchio. 
Per spiegare la mancanza della mandibola del leone, quello posto a destra guardando il protiro d’ingresso della cattedrale, si racconta che un giovane, nella notte dei tempi, per vantare il suo grande coraggio, volle infilare la mano nelle fauci del leone.
Al suono dei dodici rintocchi della mezzanotte il leone serrò le fauci intrappolando il giovane. 
La mattina seguente, i primi fedeli che arrivarono alla chiesa per assistere alla prima Messa della giornata, lo trovarono lì, più morto che vivo, impaurito e con la mano ancora intrappolata nella bocca del leone.
Venne il prete, che benedisse il leone, ma fu impossibile liberare il giovane, che ormai piangeva disperato per la paura essere rimasto intrappolato e la vergogna di essere preso in giro da tutta la città.
Arrivò lo scalpellino che lavorò con tanti colpi sulla statua di marmo e alla fine riuscì a liberare il giovane rompendo però, in questo modo, la mascella della scultura. 
E’ proprio per questo che, al leone, manca la mascella.

duomo-bozen3.jpgInterno
Entrando in chiesa si coglie la grandezza e l’imponenza della vasta sala con tutta l’austerità dello stile gotico che invita al raccoglimento. 
Però non è affatto buia, la luminosità è buona e si allinea con l’impronta più rinascimentale dell’edificio. 
Infatti anche tutti gli affreschi rimasti, datati 1360-1370, sono tutti della bottega di Giotto e una volta ricoprivano tutte le pareti.
Un altro capolavoro dello scalpellino Hans von Schussenried è il pulpito, decorato con dei rilievi raffiguranti i padri della chiesa con i simboli dei quattro evangelisti: siamo di fronte ad sublime esempio dell'arte gotica.
Da vedere due immagini della Madonna di particolare rilievo. 
Una è collocata in una cappella dietro il barocco altare maggiore, si tratta di una delle prime “Madonne lactans”, nell’atto di allattare il bambino, della storia dell’arte.
L’altra figura della Vergine Maria è quella di una “Pietà” dell’artista Hans von Judenburg del 1424, in quest’opera si rimane colpiti dall’espressione particolarmente dolce di Maria.


Nel complesso si tratta di un’opera di grande magnificenza che con suoi caratteristici tetti a spioventi assume un’aria slanciata ed elegante.
Un’ architettura che, nella predominanza gotica, assume anche caratteri rinascimentali per le sue opere e la sua luminosità.

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