Cuore di tenebra - J. Conrad

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Questo libro, pubblicato nel 1899, mette insieme varie dimensioni: dalla testimonianza autobiografica, alla denuncia sociale e politica, mettendo pure in risalto il suo aspetto simbolico di parabola e meditazione metafisica. 
L'autore, Conrad, attraverso la voce di Marlow, ci porta nel cuore dell'Africa nera con le terribili realtà di sfruttamento ponendo anche una riflessione sul colonialismo destinata, per i tempo in cui è stato scritto, a scuotere le certezze di un ottimismo evoluzionistico ed eurocentrico. 
Si tratta, a mio avviso, di una storia coinvolgente di grande intensità.
Lo stile unico di Conrad è quello di disegnare dei personaggi segnati da una cupa disperazione che prende forma durante la loro vita, oppure nasce da ossessioni, da rapporti umani travagliati o tragedie vissute.
Emerge sempre però il coraggio e la generosità di questi personaggi per la maggior parte legati al mondo del mare o dell’esplorazione.
Il colonnello Hurtz di “Cuore di tenebra” è uno di questi, uno dei suoi personaggi più famosi non certamente vittorioso o conoscitore di gloria, ma ricco di un fascino particolare.


Cuore di tenebra e Apocalypse Now 
L’altra caratteristica di questo romanzo è di essere ispiratore della famosa pellicola Apocalypse Now di Francis Ford Coppola con il grande Marlon Brando.
Le storie, anche se ambientate in territori diversi, il libro in Africa, il film in Vietnam, si identificano nei personaggi e nella descrizione. In entrambe le opere si respira quella cupa ambientazione di una foresta che avvolge tutto. Un giungla selvaggia che con i suoi fruscii e le sue suggestioni sembra uno dei personaggi con la sua anima e il suo tenebroso mistero.
La figura di Kurtz emerge su tutti con il suo potere ipnotico e magico, una grande leader che però assume anche un volto tragico di pietà.
Le storie si incontrano e, seppure diverse nei finali, hanno molti punti in comune.
Da una parte in Cuore di tenebra, il protagonista Kurtz accetta di intraprendere il viaggio sul battello verso il ritorno, mentre dall'altra nel film Apocalypse now, attraverso un magniloquente discorso di Marlon Brando, invoca d’essere ucciso piuttosto che essere giudicato.


Monologo di Marlon Brando in Apocalypse Now 
Di grande effetto il famoso monologo che è diventato un pietra miliare della filmografia di tutti i tempi:
“Io ho visto degli orrori, orrori che ha visto anche lei, ma non ha il diritto di chiamarmi assassino.
Ha il diritto di uccidermi, ha il diritto di fare questo, ma non ha il diritto di giudicarmi. E’ impossibile trovare le parole …. per descrivere, ciò che è necessario, a coloro che non sanno ciò che significa l’ orrore.
L’ orrore ha un volto, e bisogna farsi amico l’ orrore. 
Orrore e terrore morale sono i tuoi amici, ma se non lo sono, essi sono dei nemici da temere, sono dei veri nemici.
Ricordo quando ero nelle forze speciali, sembra migliaia di secoli fa, andammo in un campo, per vaccinare dei bambini, lasciammo il campo dopo aver vaccinato i bambini contro la polio. 
Più tardi venne un vecchio correndo a richiamarci, piangeva, era cieco, tornammo al campo.
Erano venuti i vietcong e avevano tagliato ogni braccio vaccinato . 
Erano in un mucchio, mucchio di piccole braccia, e .. mi ricordo che ho pianto, pianto come… come una madre, volevo strapparmi i denti di bocca, non sapevo quel che volevo fare . 
Io voglio ricordarlo, non voglio mai dimenticarlo, non voglio mai dimenticarlo.
Poi mi sono reso conto, come fossi stato colpito, colpito da un diamante, una pallottola di diamante in piena fronte, e ho pensato …. mio Dio, che genio c’è in questo… che genio, che volontà per far questo. 
Perfetto, genuino, completo, cristallino, puro .
E così mi resi conto che loro erano più forti di noi, perché loro lo sopportavano .
Questi non erano mostri . Erano uomini, quadri addestrati, uomini che combattevano col cuore, che hanno famiglia, che fanno figli, che sono pieni d’ amore, ma che avevano la forza… la forza di far questo….
Se io avessi 10 divisioni di questi uomini, i nostri problemi qui, si risolverebbero molto rapidamente.
Bisogna avere uomini con un senso morale, ma che allo stesso tempo siano capaci di … utilizzare i loro primordiali istinti di uccidere senza emozioni, senza passioni, senza discernimento ……
Senza discernimento .
Perché è il voler giudicare che ci sconfigge ”

Questo grandioso monologo non è rintracciabile nella sceneggiatura del film perché è frutto dell'improvvisazione di Marlon Brando che sì si basò grossomodo sul copione originale, ma che infine optò per il proprio estro e il proprio talento. 
Si racconta che Brando e Coppola si ritirarono durante le riprese per almeno venti giorni su una barca per studiare le battute e il personaggio di Kurtz. 
Ne uscì uno dei monologhi più famosi del cinema moderno, sull'orrore nella sua dimensione più spietata e vera, quello che a detta di Kurtz trasforma "i mostri in uomini".

4095928077_b8eb6d58f1.jpgAltri punti in comune tra libro e film
Oltre a questo splendido pezzo diventato un monumento della cinematografia mondiale nelle opere di Conrad e Coppola ci sono altri punti in comune come la lunga discesa lungo un fiume che pare conduca agli inferi.
C’è Conrad che ci porta in una giungla abbandonata dal mondo eppure ricca di fascino misterioso, così ben dipinta dallo scrittore:
«Il limitare di una giungla colossale, di un verde così scuro da sembrare quasi nero, orlato dal bianco della risacca, correva dritto, come tracciato con la riga, lontano, lontano lungo un mare azzurro il cui scintillio era offuscato da una foschia strisciante».
C’è il personaggio principale Kurtz, un uomo notevole, raccontato molto bene da Conrad:
«Lui aveva qualcosa da dire. E lo disse», un magnifico oratore, un “genio universale” 
«È l'emissario della pietà, della scienza, del progresso e il diavolo sa di quante altre cose», un estremista, uno al quale non si parla ma che sarebbe preferibile ascoltare.
Ci sono le varie tematiche di morte, follia e menzogna che si mescolano fino a diventare un'unica cosa:
«Nella menzogna c'è un odore di morte, di corruzione della carne, che mi ricorda ciò che mi fa più orrore al mondo e che cerco di dimenticare».
In entrambe le opere si intrinsecano queste dimensioni che presentano grandi scenari di natura e umanità piegata e distrutta dal male.

Una dimensione tenebrosa e cupa
La lettura mi ha profondamente coinvolto. 
Le immagini descritte rimandano a significati profondi tutti legati alla potenza distruttrice dell’uomo. 
Emerge in modo forte la cinica e brutale colonizzazione dell’uomo bianco.
Il personaggio Marlow, la voce narrante del libro, a mio parere, è stato pensato proprio come colui che fa emergere i pensieri tenebrosi e cupi reconditi nel cuore umano. 
E’ l’espressione profonda del nostro ego più spietato e malvagio.
Una lettura che presenta la brutalità, gli orrori, le ingiustizie della vita..
Viene presentata l’avanzata inesorabile del colonialismo occidentale che, con l’alibi del progresso, ha distrutto civiltà e culture.
Una storia che si ripete con altri poteri forti che avanzano, nuovi colonialismi che uccidono e schiavizzano anche oggi … 
Basta pensare al potere della finanza che può mettere in ginocchio l’intera umanità.
Conrad in questa opera ci ha visto molto bene profetizzando situazioni che possono ritornare.
Un grande libro che merita grande attenzione e si può definire un simbolo della letteratura del 900’.

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