Così in terra come in cielo - Andrea Gallo

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

"Così in terra, come in cielo", a cura di Simona Orlando è un libro di Andrea Gallo.
Si legge in poco tempo e si rimane avvinti dalle sue provocazioni.

PRETE DI STRADA
E' il lucido racconto del più famoso prete "da marciapiede" italiano che da ormai mezzo secolo lavora con gli ultimi, per comprendere fino in fondo e vivere la realtà della strada e tutte le difficoltà e i pericoli che questa comporta.
Da oltre trent'anni ha fondato la "Comunità di San Benedetto al Porto di Genova" che è un centro di accoglienza per chi vuole ricominciare da zero la propria esistenza. Prostitute, tossici, ex detenuti, emarginati d'ogni razza e religione.
Ed è proprio da qui che partono le sue riflessioni, contenute nel libro, dal contatto con i più sfortunati, senza alcuna differenza e distinzione, e dal desiderio di lanciare un messaggio ben preciso, se non altro una speranza: quella cioè che la terra possa diventare cielo.
Chi lo ha sentito parlare anche solo una volta lo sa: Don Andrea Gallo non è un prete qualsiasi. Un prete incredibilmente attivo, a volte scomodo; comunque sia, un grande comunicatore.
A dimostrarlo, oltre alle apparizioni televisive e a un'esistenza trascorsa a conoscere e imparare dagli "outsider", ora c'è anche questo libro che rivela in modo chiaro il suo pensiero.
Tra una citazione di De André e una di Manu Chao, Così in terra, come in cielo racconta una vita passata in strada, in mezzo alla gente, gran parte della quale emarginata da una società che spesso vorrebbe renderla invisibile: transessuali, tossicodipendenti, immigrati.

TEMATICHE CARE
Nel testo riguardo al tema dell'obbedienza così si esprime.
"Bisogna distinguere tra obbedienza, acquiescenza e servilismo: e questo principio deve valere in ogni campo e nei confronti di qualsiasi autorità. La Chiesa, lo Stato, il posto di lavoro. Il rispetto della libertà delle coscienze è un messaggio universale che non può trovare ostacoli, così come la dignità personale che nessun potere deve poter annientare".
Inoltre, sempre provocatoriamente, sull'argomento dell'identità cristiana, così caro ai politici odierni pone una domanda: "come mai lo zelo nel difendere il crocefisso nelle scuole non si estende alla condizione di nove milioni di poveri, ai precari, ai senza lavoro, ai senza identità, ai senza casa, ai migranti"?

IL LIBRO: LA SUA VITA
Il libro è il racconto della sua vita immersa nelle storie di bassifondi e vicoli che non si discostano poi tanto da quelle delle Sacre Scritture, e qui cerca quotidianamente l'efficacia storica del messaggio evangelico.
Lo sradicamento che incontra ogni giorno è infatti la radice del suo apostolato. Mette corpo e anima nelle realtà più dolorose e che la società preferirebbe di gran lunga fossero invisibili, lavora senza mai risparmiarsi e per questo, seppur discusso, è amatissimo dalla gente.
Don Gallo, infatti, sa bene di avere e di aver avuto intorno a sé, oltre ai suoi amici diseredati, anche certe belle persone: Moni Ovadia, Paolo Rossi, Fernanda Pivano, Vasco Rossi, Piero Pelù, i Subsonica, Simone Cristicchi, Fabrizio De Andrè (di cui fu uno dei più cari amici) e molti altri ancora. Tutti vicini ai giovani, tutti che "osano la speranza", il motto che il prete ha appreso dalla vita e dalla tenacia con cui ha saputo sempre essere "angelicamente anarchico" (titolo di un'altra sua opera) . Conversando proprio con De Andrè, ricorda: "Eravamo concordi sul fatto che l'emarginazione può essere stato di grazia, perché sottrae al potere, quindi al fango, e ti avvicina al punto di Dio. Quelle vite perdute sono anime salve".

CONSIDERAZIONI
Il rapporto con il mondo della strada è la caratteristica di questo libro, ho trovato queste pagine veramente stimolanti e provocanti. Le sue argomentazioni possono essere più o meno condivisibili, appunto per questo suscitano dibattito e scalpore, ma indubbiamente è innegabile la sua semplicità disarmante che si avvicina allo spirito del Vangelo. Ho rivisto recentemente la sua intervista con Fazio a "Che tempo che fa" e mi ha colpito il suo modo di argomentare sempre sereno e sorridente, inoltre pronto a rispondere a qualsiasi domanda anche personale e imbarazzante. 

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