Basilica di Santa Giustina - Padova

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

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La basilica, con annesso  il complesso monastico, è una struttura di notevole importanza.

Nella mia visita ricordo di essermi appassionato alla sua ricca storia.
All'inizio del quinto secolo sul sepolcro di Santa Giustina sorgeva già una Basilica.
Il Monastero adottò probabilmente la regola di San Benedetto nel 730.

La struttura si ampliò sempre più, come tutti i grandi conventi, grazie alle donazioni di fedeli e benefattori.

Un figura significativa fu l’abate Ludovico Barbo nominato da Papa Gregorio XII nel 1408, questi diede inizio ad una importante riforma monastica che si irradiò a tutto l’ordine benedettino.

Nel XVI secolo avvenne la completa ricostruzione dell’ Abbazia che acquisì un’altra forma, grazie all’opera di Andrea Moroni, che diede al convento una linea architettonica di chiaro stile rinascimentale.


Nel maggio 1810 il Monastero subì la soppressione napoleonica.

Grazie all’intervento del Papa Benedetto XV ci fu una ulteriore ricostruzione nel 1919 e il 22 gennaio 1943 venne rieletto il nuovo abate.

Anche oggi è un prestigioso centro di studi specializzato in modo particolare sulla liturgia, ed è un punto di riferimento per tutto l’ordine benedettino e per il cattolicesimo.

Il complesso Abbaziale sorge nel centro di Padova, là dove si apre il grande spazio verde del prato della Valle.


E’ una struttura imponente e maestosa, mi hanno molto colpito le sue innumerevoli cupole di notevoli dimensioni.

All’interno numerosissime sono le opere d'arte di maestri veneti.

Suggestivo il coro vecchio con stalli del quattrocento.

Anche il chiostro è una elegante struttura, qui ho ammirato gli affreschi con le storie di San Benedetto.

Il convento è dotato di una prestigiosa biblioteca dove sono conservati migliaia di volumi rari.

L’abbazia è molto viva anche dal punto di vista culturale e teologico.
Sono organizzati incontri conferenze in collaborazione con centri di studio.
È operante l'istituto di liturgia pastorale, incorporato nella facoltà teologica del Pontificio ateneo di San Anselmo di Roma. A cura dell'istituto sono indetti un convegno e un simposio sui temi legati al mondo della pastorale liturgica.

Il monastero offre anche ospitalità per uomini, si può dormire e consumare pasti con i monaci.
Inserito nel complesso vi è anche il collegio universitario dove sono accolti circa 70 studenti.

L’abbazia, grazie al lavoro dei monaci, è provvista di un laboratorio per il restauro del libro, una legatoria e una tipografia.

Un complesso, nella sua globalità, veramente interessante, inserito nel tessuto urbano di Padova che, dopo la Basilica del Santo, merita senz’altro una visita.

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