HUMANAE VITAE

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Questa enciclica di Paolo VI, pubblicata nel 1968, ha suscitato un dibattito ancora estremamente vivace.

Il testo, che affronta il tema della sessualità umana, ne sottolinea il suo aspetto di espressione della persona nella sua totalità, comprendendo come si tratta della forma più intensa e completa di relazione d’amore tra l’uomo e la donna.

L’atto sessuale, secondo il pensiero di papa Montini, è però naturalmente collegato alla possibilità di mettere al mondo un altro essere umano.

“Richiamando gli uomini all’osservanza delle norme della legge naturale, interpretata dalla sua costante dottrina, la chiesa insegna che qualsiasi: atto matrimoniale deve rimanere aperto alla trasmissione della vita” (n. 11).

Gli atti di amore coniugale, definiti “onesti e degni”, per il papa bresciano, racchiudono il “il significato unitivo e il significato procreativo.  Infatti, per la sua intima struttura, l’atto coniugale, mentre unisce con profondissimo vincolo gli sposi, li rende atti alla generazione di nuove vite, secondo leggi iscritte nell’essere stesso dell’uomo e della donna” (n. 12).

Insistendo su questo tema l’enciclica pone in evidenza l’illiceità dell’uso dei contraccettivi: “È altresì esclusa ogni azione che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione” (n. 14).

In pieno ’68, mentre si stava vivendo una profonda rivoluzione sessuale, queste parole risulteranno di difficile comprensione.

Si tratta dunque di un’enciclica che, nel complesso, è stata sempre al centro di notevoli contrapposizioni e ancora oggi sembra proporre una morale fuori dalla realtà. Però c’è da sottolineare, in maniera positiva, come Paolo VI sia stato il primo pontefice a parlare chiaramente dell’amore sponsale e di quella sua fondamentale espressione che è l’atto coniugale. Egli infatti, pur rimanendo inscindibilmente legato alla morale tradizionale, ha rimarcato il valore e la dignità della sessualità della coppia come strumento di comunione e mutuo perfezionamento degli sposi.

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