Socialista di Dio - Sergio Zavoli

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Un libro che riflette l'importante personalità dell'autore.

Sergio Zavoli
Nato a Ravenna il 21 settembre 1923, riminese d'adozione, a 24 anni, nel 1947, entra nella Rai appena nata, come cronista del Giornale Radio e diventa uno dei promotori e protagonisti della scuola del documentario italiano. 
Nel 1967, come condirettore del Telegiornale, si dedica ai servizi speciali e realizza decine di inchieste nelle trasmissioni come «Tv7» e «Az».
Dal 1973 coordina e presenta la nuova edizione del Tg delle 13 e poi diventa direttore del Gr1.
Nel 1980 diventa presidente Rai, carica che mantiene per sei anni, guidando l’azienda nel difficile periodo segnato dalla fine del monopolio pubblico e dalla nascita dell’emittenza privata. 
Dal 2001 è senatore della repubblica.
Come scrittore è autore di decine di saggi, molti tradotti in varie lingue.


Il libro
Questo testo l'ho trovato ricco di spunti di riflessione e molto autobiografico.
Zavoli si riconosce proprio nella definizione "socialista di Dio", due termini apparentemente antitetici che però si ritrovano nella sua poliedrica personalità.
Nel leggere le sue pagine si possono ritrovare le radici, l'educazione e la vita di Zavoli.
Per molti anni ha svolto il lavoro di giornalista raccogliendo, da esperienze del quotidiano, la presenza dei grandi temi a cui è legata la sopravvivenza stessa dell'umanità.
Socialista di Dio esprime al massimo il vissuto dell'autore ed è legato a innumerevoli vicende, incontri, problemi, tra felicità e orrori, miserie e grandezze da cui emergono pagine smaglianti di grande riflessione.
Il testo propone un cammino attraverso il nostro tempo, dentro anche il duro spessore delle realtà in cui viviamo.
I problemi sono affrontati pienamente: nessuna contraddizione è evitata e nessuna difficoltà è elusa.
Si possono così ritrovare ferite generazionali, disillusioni e speranze, richiami del passato e aperture al futuro, poi Sud e miseria, responsabilità della scienza e problemi della fede, condizione giovanile e mass media.
A questo proposito, riferendosi alla TV oggi di moda, in una recente intervista, l'ormai ultranovantenne Zavoli, si è domandato:

«Come trasmettere anche il senso delle cose comunicate se, per garantirsi il consenso del pubblico, si è fatto largo il costume di privilegiare l'effimero e l’inusuale, il suggestivo e il violento, strumentalizzando e banalizzando persino la sacralità della vita e della morte?».
Il pensiero dell'anziano e saggio giornalista si riverbera in questo testo dove si analizzano anche i rapporti fra società e potere politico, dove si fa sentire la voce di coloro che riflettono sul male, sull'ingiustizia e la voce sofferente delle vittime.
Quindi si può intravedere un umanesimo tutto particolare che potremmo definire alla "Zavoli" dove si mischiano linfe civili con quelle spirituali.
E' l'analisi di un mondo controverso dove la penna del giornalista tratteggia la realtà con lo stile dello sdegno, della fiducia e del dubbio.
Si tratta, nel complesso, a mio avviso, di un libro di grande interesse in cui Zavoli, raccontando episodi della sua vita, trasmette tutto il suo umanesimo.

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