Concerto di Vasco Rossi: una grande liturgia

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Il concerto di Vasco Rossi, del 1 luglio 2017, è stato un evento grandioso sotto tutti i punti di vista: dalla mole organizzativa, dal numero record di partecipanti, dalle misure di sicurezza eccezionali…

Ma un aspetto su cui riflettere, a mio avviso, è stata la liturgia di questa manifestazione.

Con liturgia si intende letteralmente “azione per il popolo”, Vasco Rossi ha assunto, in questo concerto, l’immagine di un simbolo, aldilà della sua persona, che proprio guida il sentimento di un popolo che lo segue.

Impressionante la massa di 220 mila persone, di tutte le età, che assisteva all’evento con una specie di ritualità.

Il primo elemento liturgico è quello di piangere, emozionarsi, abbracciarsi essere tutti uniti da una  fede comune in ciò che rappresenta la musica di Vasco Rossi. Poi i gesti, i riti: come quello di lanciare il reggiseno previsto in una certa canzone…

Infine l’attesa, come ogni concerto, di Albachiara, il suo pezzo storico, che deve ritualmente concludere l’evento.

Vasco ha dimostrato il suo magnetismo di grande star e ha ammaliato il pubblico, grazie anche ai suoi testi che arrivano dritti al cuore delle persone senza giri di parole. Un pubblico che si è lasciato coinvolgere emotivamente fino a diventare un corpo collettivo, un tutt'uno con il suo cantante.

Si è vissuto l’imponente liturgia unanime dove la massa radunata ribadiva con la voce, con gesti e riti la musica di Vasco.

Si può commentare l’evento, come si vuole, negativamente o positivamente. Bisogna però rendersi conto che la società necessita di grandi simboli e ricerca sempre qualcosa di più, perché “non vive di solo pane”.

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