The Good Shepherd - L'ombra del potere

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

The Good Shepherd - L'ombra del potere (The Good Shepherd) è un film del 2006 diretto da Robert De Niro
Basato su una sceneggiatura di Eric Roth (autore anche della sceneggiatura di Forrest Gump e di Munich) il film è la storia romanzata della CIA. 
La storia ripercorre la nascita dell'OSS (Office of Strategic Services) che poi, nell'immediato dopoguerra, si trasformerà in CIA, per giungere sino al fallito sbarco nella baia dei Porci di esuli anticastristi (Bahía de Cochinos), organizzato dal Direttore della CIA, Allen Welsh Dulles, durante l'amministrazione del Presidente John Fitzgerald Kennedy.

Trama
Gli avvenimenti sono raccontati attraverso il personaggio interpretato da Matt Damon, l'agente Edward Wilson. 
Questi è un giovane e brillante studente di poesia all'Università di Yale che viene cooptato nell'organizzazione studentesca paramassonica degli Skull and Bones, dalla quale usciranno i futuri agenti segreti dell'intelligence statunitense.
Addestrato nella Londra dei primi anni quaranta, Wilsonn andrà ad acquisire tutte le caratteristiche di freddezza e spietatezza di una spia.
Tradimenti, ricatti, uccisioni, complotti, tutto sarà da lui freddamente e razionalmente tramato in nome del bene supremo: il controllo del mondo e la supremazia dell'America.
La sua dedizione alla causa è totale e all'America sacrificherà ogni cosa, la moglie e il figlio nonché la donna veramente amata.

Impressioni
Dal film emerge la frustrante vita di un agente della Cia, ma soprattutto la nascita dei servizi segreti. 
L'interesse di de Niro nei confronti della politica internazionale e della cosidetta intelligence non è stato mai tenuto segreto. 
L'intento del film è chiaro fin dalle prime scene: spiegare come uomini apparentemente anonimi siano riusciti a controllare il mondo attraverso metodi estremamente razionali, mettendo in gioco tutta la loro vita...
Il protagonista impersonato da Matt Damon, concretamente, diviene complice della sua stessa ambiguità. 
A Roth il sceneggiatore e a De Niro va riconosciuto il merito di non forzare emotivamente la sua figura. 
Sceneggiatore e regista riescono a caricare la suspense non con colpi di pistola, ma con bisbigli e occhiate furtive.
La pellicola costringe a prestare la massima attenzione ai dialoghi.
Implica poi un vero e proprio lavoro induttivo che deve colmare alcuni vuoti attraverso le proprie conoscenze storiche e politiche. 
Il film quindi vuole attraversare 25 anni di storia americana.
Quasi tre ore di pellicola possono rischiare un sovraccarico di contenuti e anche uno stress mentale per cogliere tutte le implicazioni storiche, ma però questo non avviene grazie alla maestria della regia,
Questa ambiziosa seconda regia di De Niro è un film sontuoso, da sottolineare l'elegante fotografia del maestro Robert Richardson, anche il montaggio è estremamente curato. 
La sua durata è però eccessiva, così a volte si rischia un po' di noia, perché il fim rischia di diventare, a mio avviso, un po' confuso. 
Cio' non toglie che i momenti di grande cinema non mancano. 
Assolutamente imponente il cast degli attori tutto eccezionali sui quali impera in maniera fredda e quasi funerea il protagonista Matt Damon.
Si tratta, a mio parere, di una storia ambientata nei corridoi del potere, ma soprattutto ambientata nella vita di un uomo che diventa, con segreti e bugie, qualcosa di frustrante e insopportabile, tutto per la salvaguardia dell'America. 
The Good Shepherd ha un taglio quasi documentaristico e balza avanti e indietro tra flashback e flashforward, proponendoci i fatti e le basi sulle quali è stata creata la CIA.
Quello che più mi ha colpito è il protagonista che tra sette, segreti e falsità arriva a distruggere ciò che rimane della sua vita privata. 
L'operazione di De Niro visivamente può risultare elegante, ma forse un po' troppo manieristica e non riesce ad essere attraente.
Proprio perché il film si fonda, nell'esercizio di stile, su una freddezza ridondante, ne esce una pellicola senza cuore, nonostante ci siano lampi di scene avvincenti come l'omicidio a Londra nel canale, la ragazza gettata dall'aereo in Congo e l'interrogatorio/tortura della spia russa.
Quindi sono sono solo lampi... Per il resto ci si sofferma su introspezioni psicologiche e dialoghi, appena sussurrati, nella penombra.
Ribadisco però il valore del cast con un Damon bravissimo e Angelina Jolie in una super performance carica di drammaticità.
Un film interessante, ma un po' pesante...

 

Commenta il post