Albino Luciani: ILLUSTRISSIMI

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Albino Luciani, Papa Giovanni Paolo Primo, è stato solo 33 giorni Papa di Roma e Pontefice Universale.
Ciò nonostante, ha lasciato un' impronta indimenticabile nella Chiesa e nel mondo.
Il 26 agosto 1978, in un conclave durato una giornata, è stato eletto 263° successore di San Pietro, prendendo un doppio nome per la prima volta nella storia dei papi.
Il suo ministero ufficiale è cominciato il 3 settembre successivo con una Messa celebrata nella Piazza di San Pietro.
È tornato alla Casa del Padre il 28 settembre 1978, dopo 33 giorni di pontificato. Questo libro, la cui prima edizione è del 1976, raccoglie tutte le le lettere che l’allora card. Albino Luciani aveva pubblicato sulla rivista “Messaggero di S. Antonio”.
La lettera era edita ogni mese e questo è continuato dal 1971 al 1975 e gli scritti erano indirizzati a personaggi storici e mitici di tutti i tempi luoghi.

I personaggi di Illustrissimi
Giuseppe Gioachino Belli
San Bernardino da Siena
San Bernardo
San Bonaventura da Bagnoregio
Casella
Gilbert Keith Chesterton
Pavel Ivanovic Cicikov
Luigi Cornaro
Maria Teresa d'Austria
Re Davide
Santa Teresa d'Avila
Santa Teresa di Lisieux
San Francesco di Sales
Paolo Diacono
Charles Dickens
Félix Dupanloup
Figaro il barbiere
Gesù Cristo
Johann Wolfgang von Goethe
Carlo Goldoni
Don Gonzalo
Andreas Hofer
Ippocrate
Lemuèl
San Luca
Aldo Manuzio
Alessandro Manzoni
Guglielmo Marconi
Christopher Marlowe
Orso di San Romedio
Charles Péguy
Penelope
Francesco Petrarca
Il circolo Pickwick
Pinocchio
Il "Pittore del castello"
Quintiliano
Walter Scott
Trilussa
Mark Twain

Stralci di alcune lettere

Illustre Marconi
Stiamo celebrando i cent’anni dalla vostra nascita (1874 - 1974).
Con l’ingegno che avevate, è stata una grande fortuna per il mondo che vi siate dedicato fin da fanciullo ai problemi, per Voi affascinanti, della fisica moderna.
A 21 anni, senza laurea, senza neppure una licenza liceale, avevate già scoperto la radiotelegrafia, trasmettendo segnali elettrici a distanza. Vennero negli anni successivi, a valanga, studi nuovi con nuove scoperte.
Nel 1924 riusciste a perfezionare la radiofonia, facendo pervenire la voce umana dall’Inghilterra all’Australia. Con la scoperta delle onde corte e delle microonde assicuraste nuovi sviluppi alla televisione.
Ricordo con quale interesse il mondo intero Vi seguiva: ero un povero ragazzo, ma sapevo che nel 1912, proprio in grazia delle vostre invenzioni, s’era potuta salvare la maggior parte dei passeggeri del Titanic ch’era affondato in pochissime ore per aver urtato contro un iceberg; sentivo parlare della vostra Elettra, nave-laboratorio, come di un Vascello fantasma; faceva impressione vedervi in fotografia accanto a Pio XI e sentire che ad un semplice vostro segnale s’erano accese simultaneamente le migliaia di lampade a Sidney; che avevate attraversato ben 87 volte l’Oceano per le vostre sperimentazioni.
Pareva che più avanti di così non si potesse andare. Invece?
Invece s’è continuato a progredire rapidamente. Se tornaste al mondo ne trovereste delle cose nuove, dal 1937, anno della vostra morte!
Funzionano la televisione a colori, le videocassette, il transistor, il satellite artificiale, il radar, la penicillina, la stanza di rianimazione. Negli stabilimenti ci sono macchine a integrazione, che sfornano gli oggetti dopo esserseli lavorati dal principio alla fine senza che i vari pezzi siano stati nemmeno toccati dalla mano dell’uomo. Le macchine a controreazione controllano i prodotti in modo che eventuali difetti vengano automaticamente scoperti e corretti. Cervelli elettronici registrano informazioni ed eseguiscono le più varie operazioni in brevissimo tempo. Gli uomini sono andati più volte sulla Luna e stanno progettando viaggi su altri pianeti. Siamo in piena era tecnologica, post-industriale e interplanetaria! [...]

***

Caro Dickens,
Sono un vescovo, che ha preso lo strano impegno di scrivere ogni mese per il Messaggero di S. Antonio una lettera a qualche illustre personaggio.
A corto di tempo, sotto Natale, non sapevo proprio chi scegliere. Quand’ecco, trovo su un giornale la réclame dei vostri cinque famosi Libri natalizi. Mi son subito detto: li ho letti da ragazzo, mi sono immensamente piaciuti perché tutti pervasi da un senso di amore ai poveri e di rigenerazione sociale, tutti caldi di fantasia e umanità; scriverò a lui. E son qui a disturbarvi.
Ho ricordato dianzi il vostro amore ai poveri. L’avete sentito ed espresso magnificamente, perché tra i poveri eravate vissuto bambino.
A dieci anni, col papà in prigione per debiti, al fine di aiutare la mamma ed i fratellini, andaste a lavorare in una fabbrica di vernici. Dalla mattina alla sera le vostre piccole mani imballavano scatole di lucido da scarpe sotto gli occhi di un padrone impietoso; la notte dormivate in una soffitta; la domenica, per far compagnia al padre, la trascorrevate con tutta la famiglia in prigione, dove i vostri occhi di fanciullo s’aprivano sbalorditi, commossi e attentissimi, su decine e decine di casi pietosi.
Per questo tutti i vostri romanzi sono popolati da povera gente, che vive in una miseria impressionante: donne e bambini arruolati in fabbrica o in bottega indiscriminatamente anche sotto i sei anni; nessun sindacato che il difenda; nessuna proiezione contro malattie e infortuni; salari da fame; lavoro prolungato fino a quindici ore giornaliere, che, con desolante monotonia, lega fragilissime creature alla macchina potente e fragorosa, all’ambiente fisicamente e moralmente malsano e spesso spinge a cercare oblìo nell’alcool o a tentare un’evasione mediante la prostituzione.
Sono gli oppressi: su di essi si riversa tutta la vostra simpatia. Di fronte, stanno gli oppressori, che Voi stigmatizzate con penna maneggiata dal genio della collera e dell’ironia capace di scolpire quasi su bronzo figure da maschera. [...]

Impressioni
Le lettere sono scritte con uno stile gioviale e inconfondibile che fa emergere la personalità dell’autore.
Per cui vi possiamo incontrare la piacevolezza dello stile, la sottile ironia, l’abilità di trasferire vicende e persone da ieri a oggi e viceversa, saltando disinvoltamente da un secolo all’altro con linguaggio semplice e popolare.
Si evince inoltre la solida cultura letteraria, da Luciani confessata come passione per la lettura, che mette in evidenza un’analisi tutt’altro che superficiale del mondo e dei periodi storici.
Si nota poi la curiosità per i personaggi incontrati che spaziano da epoche e culture diverse…
Chi volesse acquistare il libro lo può trovare sulla mia vetrina di Comprovendolibri:
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Si tratta, a mio avviso, di un libro interessante che si legge volentieri e, nonostante sia scritto da un papa, è veramente accessibile a tutti.

 

 

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