DIZZY GILLESPIE CHARLIE PARKER:Town Hall, New York City, June 22 1945

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

L'album Town Hall, New York City, June 22, 1945 di Dizzy Gillespie, Charlie Parker, genere Jazz, è stato pubblicato nel 2005, dalla Casa discografica Uptown Jazz

Titoli - Autori - Performer 1 Intro - Dizzy Gillespie feat: Charlie Parker - 1:20 2 Bebop - Dizzy Gillespie - Dizzy Gillespie feat: Charlie Parker 7:11 3 A Night in Tunisia - Dizzy Gillespie / Frank Paparelli - Dizzy Gillespie feat: Charlie Parker - 7:34 4 Groovin' High - Dizzy Gillespie - Dizzy Gillespie feat: Charlie Parker - 7:16 5 Salt Peanuts - Kenny Clarke / Dizzy Gillespie - Dizzy Gillespie feat: Charlie Parker - 7:52 6 Hot House - Tadd Dameron - Dizzy Gillespie feat: Charlie Parker - 7:14 7 Fifty Second Street Theme - Thelonious Monk - Dizzy Gillespie - feat: Charlie Parker - 2:14

Impressioni Si tratta di sessioni di registrazioni dal vivo di Dizzy Gillespie e Charlie Parker a partire dal 1945. Sono state scoperte su un acetato e poi trasferite, con aumento digitale, su CD. Perché questo concerto non sia stato pubblicato inizialmente non si sa, ma le note di copertina informative e penetranti di Ira Gitler suggeriscono che probabilmente erano brani fuori luogo. Sempre le preziose informazioni di Gitler ci rivelano che questi classici del Jazz, registrati in poche settimane, appartengono, infatti, ad un bebop veramente rivoluzionario. Chiaramente il bop era un veicolo intricato per l'invenzione melodica, seguito da lungo assolo, aspetti di cui Parker e Gillespie erano perfettamente adatti. Il fatto è che purtroppo la situazione che circonda la cattura del suono e la registrazione originale sono tutt'altro che ottimali. I brani sono leggendari e tutti esplodono nella dinamicità di un Jazz sorprendente, in particolare il super-caldo "Salt Peanuts", con il pianista Al Haig che vola accanto ai mitici Dizzy e Parker. Haig è forse il musicista più impressionante. Il concerto prosegue ancora meglio con la tromba in sordina di Gillespie che si esprime in chiare tonalità. Charlie Parker, ricordato per essere stato uno dei padri fondatori del movimento musicale chiamato bebop, oltre che per la sua padronanza della tecnica sassofonistica, in questi brani si manifesta al meglio in "Interlude", che ora è conosciuto come "A Night in Tunisia". La sua presenza è più equilibrata durante "Groovin 'High", che è stato originariamente intitolato "Whispering". Parker, arrivato più tardi nelle sessioni, è stato in parte sostituito dal sax tenore di Don Byas, che suona in maniera eccezionale in "Bepop", fino a quando Parker sale sul palco e alza la posta. L'album di 41 minuti di lunghezza può essere considerato come un documento storico, indispensabile per tutti gli appassionati di bebop che dovrebbero prontamente abbracciarlo e conoscerlo nonostante le sue carenze audio. L'ensemble dei musicisti è veramente superlativa accanto a Diz e Bird ci sono Max Roach alla batteria, Al Haig al pianoforte e Curley Russell al basso. Un pesce fuor d'acqua Sid Catlett siede al posto di Roach su un paio di tracce e il sassofonista sottovalutato, Don Byas, sostituisce un tardo-arrivo di Bird sull'apertura di "Bebop". Questa è fondamentalmente la stessa band che, un mese prima, ha registrato quattro brani che hanno contribuito a definire il movimento bop. Qui sono ricapitolati alcuni dello stesso materiale in concerto. Da sottolineare l'evoluzionista stilistica su "A Night in Tunisia", mentre sempre fiammante e spumeggiante è il mitico brano "Salt Peanuts". Siamo di fronte, a mio avviso, a registrazioni incantevoli che fanno emergere tutto il calore del Live. Sono brani ormai diventati classici e fanno la storia del Jazz.

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