Cuarteto Antonio Machin: Antonio Machin, Vol. 2: 1932-1933

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Cuarteto Antonio Machin: Antonio Machin, Vol. 2: 1932-1933

L'album Antonio Machin, Vol. 2: 1932-1933 del Cuarteto Antonio Machin è stato pubblicato nel 1994 per la Casa discografica: Harlequin Records.

Titoli/Autori Performer Time
1 Entre Tinieblas - Antonio Machín - 3:35
2 Don Lengua - Antonio Machín - 2:56
3 Mujer di Agustín Lara Y Sus Ritmos - Antonio Machín - 3:14
4 El Caramelero - Antonio Machín - 3:27
5 Las Perlas de Tu Boca di Eliseo Grenet - Antonio Machín - 2:44
6 Cuartito Sagrado di Eliseo Grenet - Antonio Machín - 3:20
7 De Que Te Vale di Rafael Hernández - Antonio Machín - 2:58
8 Recordando a un Vendedor - Antonio Machín - 3:20
9 Lucero de Mis Noches - Antonio Machín - 2:58
10 La Sitiera - Antonio Machín - 3:20
11 Asi Como Suena Mi Son - Antonio Machín - 2:42
12 El Castigador - Antonio Machín - 3:16
13 Para Que No Pago O Dale Que Ya Monte - Antonio Machín - 3:14
14 Echale Salsita- Antonio Machín - 3:20
15 El Guanajo Relleno - Antonio Machín - 3:19
16 Ese Hombre Es un Diable - Antonio Machín - 3:10
17 Rumba Tambah - Antonio Machín - 2:56
18 Menéalo Que Se Empelota - Antonio Machín - 3:05
19 Clara - Antonio Machín - 2:43
20 Repellito - Antonio Machín - 2:47


Impressioni
Per capire la musica di Antonio Machin bisogna ripercorrere le tappe più significative della sua vita e immergersi nel suo mondo tra Cuba, America e Spagna.
Membro di una famiglia non abbiente (una quindicina di fratelli) della città cubana di Sagua la Grande, Antonio Machin pur dedicandosi a vari mestieri ha sempre avuto un talento innato per la musica.
Il padre, Jose Lugo Registrati, era uno spagnolo, immigrato galiziano e la madre Leonie Machin, una nera cubana.
L'artista ricorda di essere stato felice nella sua famiglia che non era "né ricca né povera."
Ben presto si manifesta, nella sua vita, l'amore per il canto.
Da giovane alternava il suo lavoro di muratore con il canto in chiesa, nei teatri e dietro lo schermo del cinema muto nella tua città.
Cerca di unirsi per tre volte con gruppi di musicisti ambulanti che passano dalla sua città.
Nel 1911, il parroco di Sagua lo mette a cantare l'altare maggiore e comincia ad essere notato.
In un'occasione, durante un evento di beneficenza, canta l'Ave Maria di Schubert in piedi su una sedia e guadagna l'applauso di tutta la popolazione.
All'età di vent'anni manifesta il desiderio di essere baritono e studiare il bel canto e l'opera, ma capisce che, dato il suo colore, il repertorio, per lui, si ridurrebbe a l'Otello.
Non senza difficoltà arriva a L'Avana nel 1926, dove inizia a cantare come solista nei caffè accompagnato dal chitarrista Manuel Zaballa.
La reputazione del duo raggiunge le orecchie della borghesia dell'Avana.
Per ironia della sorte arriva a cantare in una radio dove lo ascolta Don Azpiazu che lo assume come secondo cantante della sua orchestra.
E' quindi il primo cantante nero per che si esibisce al Casinò Nazionale a L'Avana, luogo della borghesia più razzista e discriminante della città.
Senza lasciare Azpiazu, fonda un sestetto e fa le sue prime registrazioni nel 1929 con gli strumenti del tempo, vale a dire, i fonografi stringa e la radio che cominciava a svilupparsi.
Il successo è immediato con alcuni pezzi che diventano immortali come "Aquellos ojos verdes" e subito dopo "El manisero".
Nel 1930 lascia Cuba (dove non torna fino al 1958).
Nel mese di aprile del 1930 arriva a New York, integrandosi con Don Azpiazu e la sua orchestra.
Trascorre quattro anni nella metropoli e prende parte a molti altri gruppi come:
José Escarpenter e la sua Orchestra, antillana di Rafael Hernández, Julio Roque e la sua Orchestra, Armando Valdespí e la sua Orchestra.
Fonda contemporaneamente le sue Band: Orchestra Machin e il Cuarteto Machin.
Il successo di Antonio raggiunge i palcoscenici latini di New York, dove il popolare "El Manisero" di Moises Simons diventa un cult.
Registra inoltre una lunga serie di titoli nella prima metà degli anni Trenta e viaggia in Europa nel 1936.
Dopo un breve soggiorno a Londra, esibendosi nel teatro Adelphya, arriva a Parigi, dove la musica cubana ha avuto una forte presenza da anni '20, qui forma il Gruppo Antonio Machin e la sua Orchestra, con Moises Simons al pianoforte, eseguendo successivamente diverse registrazioni.
Nel 1936 lavora e registra anche con l'Orchestra di Eduardo Castellanos.
Si innamora di una ragazza francese di nome Linea, con lei e con la sua orchestra fa un giro di Svezia, dove non vuole rimanere a causa del freddo.
Così torna a Parigi.
Machin arriva poi in Spagna, il paese di suo padre, dove vivrà fino alla sua morte nel 1977.
Nel 1943 si sposa, a Siviglia, con Maria de los Angeles Rodriguez.
A Siviglia porta alcuni dei suoi parenti cubani.
Qui si esibisce in alcuni saloni di festa e discoteche come "Shanghai" ex "Sala Bolero", guadagnando una ventina di pesetas al giorno.
Il primo successo spagnolo è stato "Noche triste" un fox melodico registrato con Los Mihuras de Sobré, una orchestra che accompagnava Machin nei suoi primi successi da cui poi si staccò.
Altri suoi primi successi furono "Come fue", "Moreno", "Amor sincero", etc.
Nel 1947 arriva il suo grande successo in Spagna è il "canto moresco" "Angelitos negros", brano convertito in bolero grazie ad arrangiamenti musicali negli anni sessanta.
Due importanti compositori della sua carriera sono stati il cubano Oswaldo Farrés: autore di canzoni come "Madrecita", "Toda una vida", "No me vayas a engañar", "Quizás, quizás, quizás", "Ay de mí"...
Inoltre la messicana Consuelo Velazquez autrice del celeberrimo "Besame mucho", "Será por eso" y Amar y vivir.
Da segnalare il brano "Dos Gardenias" presente in questa raccolta della cubana Isolina Carrillo, che divenne uno dei suoi più grandi successi.
In Spagna, con oltre sessanta dischi e con il suo "Cuarteto Machin", ottiene la consacrazione e grande consenso come come dimostra la frase, spesso citata, che era "il più cubano degli spagnolo e il più spagnolo di tutti i cubani ".
In Spagna, Machin ha realizzato al meglio la sua carriera e gli piacevano soprattutto le città di Madrid, Siviglia (dove ha trovato l'amore) e Alicante, dove ha trascorso lunghi periodi nel suo appartamento a Playa de San Juan.
Inoltre ha frequentato Barcellona, dove si è esibito per la prima volta e oggi viene ricordato con un monolite nella Plaza Vicenç Martorell nel distretto di Ciutat Vella, vicino alla Plaça de Bonsuccés.
Machin è diventato un testimone delle storie d'amore e colonna sonora degli spagnoli in tempi difficili, la sua popolarità è cresciuta al punto di essere idolatrato.
Le sue canzoni sono diventate parte della memoria emotiva di diverse generazioni.
Per il suo carattere serio e umile, Machin è stato accolto molto bene in Spagna, il suo bolero, il suo stile personale e anche entrato nel proverbio popolare con il detto "Te mueves más que las maracas de Machín" ("Ti muovi più delle maracas di Machin").
Antonio riposa nel cimitero di San Fernando de Sevilla..
In questa raccolta ritorniamo nel pieno degli anni Trenta con la sua formazione del cuarteto Machin
Questo album fa ritornare alla luce delle registrazioni del Cuarteto Machin deli anni Trenta a New York, dove Anotonio ha trascorso quattro anni importanti della sua carriera prima di spostarsi in Europa.
Di questi brani, numerosi sono stati i successi, tra cui si ricorda maggiormente Échale Salsita.
In questa registrazione emerge Antonio come vocalist leader a cui fa eco l'altra voce di Daniel Sanchez, compositore e membro del Cuarteto.
La versione di Machin di Echale salsita composta per un Son tradizionale con sei musicisti è realizzata invece con il Cuarteto costituito da tromba, Tres, chitarra e maracas.
Un pezzo interessante che costituisce una perla della musica latina
Tutti i pezzi sono caratterizzate dalla voce dolce e suadente di Antonio e anche gli altri vocalist sono conformi al caratteristico tremolio tipico degli anni Trenta.
Un album storico che ci immerge in atmosfere lontane nel tempo, ma sempre affascinanti.

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