Giulio Cattin: La monodia nel Medioevo vol.2

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Giulio Cattin: La monodia nel Medioevo vol.2

Si tratta di un testo, edizioni EDT, interessante è un libro di studio per i musicologi.

Origine ed evoluzione dei documenti musicali scritti
L'autore si pone l'interrogativo sulle vicende della musica in occidente fino ai secoli VII-IX,ossia fino all’avvento dei primi documenti musicali scritti.
La domanda pressante allora è questa:
"attraverso quale processo storico è maturata quella musica che in epoca carolingia fu posta per iscritto, quali ne furono l’origine e l’evoluzione?"
Il tentativo di rispondere a simili quesiti e la stessa natura della musica oggetto dell’indagine. secondo l'autore, hanno imposto di forza l’idea unificatrice.
Se si doveva discutere essenzialmente della musica sorta in funzione dei riti cristiani, l’angolo visuale, il criterio emergente della ricerca non poteva che essere quello della liturgia nella sua storia e nella sua evoluzione.
Quindi uno studio delle liturgie, attraverso la la genesi e la formazione dei riti liturgici, consente di scoprire la remota matrice, i punti di aggancio e il contesto nel quale presero vita le primordiali forme del canto cristiano in Occidente.
Questo significa scoprire la sorgente stessa della musica dell’Occidente nel Medioevo e nelle ere successive.
Il cristianesimo equivale ad una brusca interruzione venuta a spezzare la continuità della tradizione musicale greco-romana per la sovrapposizione d’un universo culturale nuovo, che portava in sé l’eredità orientale ed ebraica.
Rivolgimenti politici e sociali hanno poi concorso ad offuscare i lineamenti della civiltà classica per dare luogo a nuovi assetti sorti dall’incontro fra popoli lontanissimi per tradizione e civiltà.
Il cristianesimo, inteso anche nella sua dimensione cultuale, sempre secondo Giulio Cattin, ha assimilato i nuovi contributi e ne uscì rivitalizzato al punto da configurarsi, nel periodo medioevale, come societas christiana.
Nel travaglio della lunga gestazione il canto liturgico cristiano conobbe il proprio periodo di formazione.

Lo studio per generi
A partire dal secolo IX si potevano seguire due criteri espositivi: l’esame globale per secoli o lo studio diacronico per generi.
La preferenza accordata nel testo è al secondo metodo, giustificata dal desiderio di assicurare in un manuale informativo il massimo di chiarezza.
Spetterà poi al lettore, secondo il pensiero dell'autore, operare i facili collegamenti tra i paragrafi per ottenere una visione sintetica dei fenomeni coevi nei singoli periodi.
La scelta delle letture obbedisce in prevalenza al disegno di offrire, quasi sempre per la prima volta in italiano, i grandi testi che hanno nutrito e orientato la riflessione sulla musica del Medioevo (Boezio, Cassiodoro, Isidoro).
Le altre letture documentano episodi o fenomeni peculiari di manifesto significato.
La bibliografia segnalata nel volume è, secondo Cattin, esclusa ogni pretesa di completezza, un primo strumento orientativo sui temi dei singoli paragrafi.
In alcuni casi, come per la musica trobadorica e trovierica, l'autore ha rinunciato alla citazione delle opere e dei repertori generali reperibili in qualunque enciclopedia.
Il Glossario è parte integrante dell’esposizione e serve a chiarire o a richiamare il significato di termini o locuzioni ricorrenti una o più volte nel testo.

Nel complesso siamo di fronte, a mio avviso, ad un testo di grande importanza per la storia della musica.
Gli argomenti trattati sono assolutamente imprescindibili per questo tipo di studio e spaziano dalle origini del canto cristiano, passando per il Gregoriano fino a "L'Ars musica" del Medioevo.

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