Giulio Battelli: Lezioni di Paleografia

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Giulio Battelli: Lezioni di Paleografia

Siamo di fronte ad testo di estrema importanza che tratta di Paleografica, la scienza che studia le antiche scritture,
Si tratta di un Manuale sulla paleografia libraria con citazioni su quella documentaria (soprattutto diplomatica) a partire dai tempi antichi sino ai primi libri stampati.

L'autore
Giulio Battelli - (Roma 1904 - 2005) .
Per capire lo spessore dello studioso ecco tutti i suoi innumerevoli titoli:
Professore ordinario a riposo dell’Università di Roma,
Direttore emerito della Pontificia Scuola Vaticana di Paleografia,
Presidente onorario della Commissione Internazionale di Diplomatica,
membro onorario della Pontificia Accademia Romana di Archeologia,
membro emerito dell’Istituto Nazionale di Studi Romani e del Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo,
membro effettivo della Società Romana di Storia Patria,
membro aggiunto del Consiglio dell’Istituto storico italiano per il Medioevo,
membro emerito del Comité International de Paléographie Latine,
socio onorario dell’Associazione Archivistica Ecclesiastica (Vaticano), dell’Associazione Archivistica Italiana (Roma),
membro corrispondente di The British School at Rome,
corrispondente straniero della direzione dei Monumenta Germaniae Historica (München),
già Direttore della redazione della Bibliografia dell’Archivio Vaticano,
Ispettore Archivistico onorario (rinn. il 1° gennaio 1994);
membro del Gruppo dei Romanisti (al Caffè Greco) e degli Amici dei Musei di Roma.
Nel 1996 il sindaco di Roma on. Francesco Rutelli gli ha concesso in Campidoglio il premio dei Cultori di Roma.
È scomparso il 10 marzo 2005.
Cosi lo ricorda Rita Cosma in dspu.it
"Si coglie nella sua figura una complessità, dovuta alla vastità delle
esperienze, dei contatti, degli studi, che suscita nella riflessione di chi pure lo ha
conosciuto e frequentato – anche se, per forza di cose, limitatamente ad un
segmento della sua esistenza – la consapevolezza di aver posato lo sguardo
solamente su poche delle facce di un prisma, ma si colgono anche, con più
diretta percezione istintiva, semplicità, linearità, immediatezza, quali elementi
costitutivi del suo rapportarsi con gli altri.
Battelli, pur abituato per naturale inclinazione e per frequentazione curiale alla sobrietà emotiva, non esitava a rendersi disponibile e a spendersi – ed è esperienza dei moltissimi che lo hanno avvicinato – per l’obbiettivo di un’effettiva sintonia con l’interlocutore.
Lo muoveva un genuino interesse verso tutto ciò che lo circondava, un
desiderio di capire di più, di trovare le ragioni dietro le apparenze: proclamava
spesso la sua curiosità e riusciva a comunicarla, creando le condizioni di incontri
fruttuosi."
Ne viene l'immagine di uno studioso di grande spessore, un amante dei libri e della scrittura.

Il testo
Queste lezioni di Paleografia, Libreria editrice Vaticana, sono un pezzo forte per gli studi di questo tipo.
Nel 1991 eravamo alla undicesima ristampa della terza edizione (la prima fu del 1936) fino ad arrivare a quest'ultima del 2002.
Un libro dunque con cui hanno avuto a che fare tutti gli studiosi di paleografia.

L'impostazione
Il libro dopo alcuni cenni introduttivi esamina brevemente la scrittura latina nei suoi più antichi monumenti.
Passa poi a considerare la produzione scrittoria dell'età romana fino al rinascimento.
In ogni periodo distingue le varie forme di scrittura usate nei diversi paesi.
Sistematicamente analizza ogni genere di scrittura secondo il seguente schema:
a) origine della scrittura;
b) determinazione della regione in cui si svolse e dei suoi centri di scrittura;
c) caratteristiche generali e particolari: l'alfabeto, le abbreviazioni, le forme ortografiche, l'interpretazione;
d) sviluppo delle forme e criteri di datazione;
e) ornamentazione e miniatura.

Gli argomenti
Dopo l'introduzione il volume si sofferma sulla materia e la forma dei manoscritti.
In questa parte vengono esaminate le materie scrittorie (le tavolette cerate, il papiro, la pergamena e la carta)
Si prendono poi in considerazione la forma dei manoscritti cioè il rotolo e il codice, inoltre gli strumenti per scrivere, in primo luogo l'inchiostro.
Un altro capitolo è dedicato all'origine e allo sviluppo della scrittura latina,
Si esamina l'alfabeto latino e le forme di scrittura fino al I secolo d.C..
Fa seguito il codice nei centri di cultura romana dal I al VIII secolo con la scrittura capitale libraria, capitale corsiva, onciale, semionciale e minuscola corsiva.
Si affronta poi il Codice al tempo delle grandi abbazie dal VII al XII secolo.
Questo argomento consente di prendere in esame i codici dell'Italia settentrionale con la minuscola precarolina italiana e i Codici dell'Italia meridionale con la scrittura beneventana.
A cui fanno seguito i Codici della Spagna con la scrittura visigotica, i Codici della Francia e della Germania con la scrittura merovingica e le minuscole precaroline della Francia e della Germania, i Codici della Gran Bretagna e dell'Irlanda con la scrittura insulare, infine la riforma carolina .
Il testo prosegue con l'analisi del Codice al tempo delle grandi Università dal sec. XII al XIV con la scrittura gotica e l'ultimo argomento è il Codice al tempo dell'Umanesimo nel sec. XV con la scrittura umanistica.

Si tratta, a mio avviso, di un bellissimo exursus storico dove si focalizzano i vari tipi di scrittura dal I al XV secolo.
Un libro di grande importanza per gli studiosi della scrittura, ma anche adatto a chi vuole appassionarsi a questo tipo di disciplina.
Infatti la lettura delle lezioni di Battelli non è proibitiva, solo per addetti ai lavori, ma si tratta di un linguaggio comprensibile a tutti.

Con tag Libri

Commenta il post