Nuovo Dizionario di Teologia Biblica a cura di Rossano, Ravasi e Ghirlanda

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Nuovo Dizionario di Teologia Biblica a cura di Rossano, Ravasi e Ghirlanda

Teologia biblica
Significa ripensare e cogliere il messaggio divino a partire dal testo bilico.
Quindi questa parte della Teologia copre il vasto orizzonte che riguarda il Dio della Bibbia e l’uomo nei suoi tratti fondamentali come:
l’origine,
l’identità,
il destino ultimo,
i principi dell’agire morale
e il suo mondo.
La Teologia Biblica si pone un triplice obiettivo: tematico, metodologico, esistenziale.
Dal punto di vista tematico si tratta di capire la proposta teologica della Bibbia nei suoi molteplici aspetti.
L’aspetto metodologico si propone di inoltrare lo studioso alla pratica esegetica, cioè l’interpretazione del testo.
L’obiettivo esistenziale, il più totalizzante, in cui trovano senso i precedenti, è quello di arrivare ad una “attualizzazione” della proposta teologica della Bibbia evitando pre-comprensioni e fondamentalismi, ma lasciandosi interpellare dalle istanze attuali.


Il percorso del testo
Secondo i curatori del Dizionario, i teologi Rossano, Ravasi e Ghirlanda, la via per costruire un Dizionario di teologia biblica ha un percorso estremamente arduo e disseminato di asperità.
Infatti la massa delle questioni che si devono affrontare non riguarda solo la dimensione quantitativa dell’impresa: si pensi all’immensa area storico-letteraria che la Bibbia ricopre coi suoi molteplici volumi spesso stratificati al loro interno.
Ma i problemi si acutizzano soprattutto sul piano metodologico e qualitativo, piano considerato da alcuni studiosi come assolutamente invalicabile.
Non per nulla uno dei più grandi storici dell’Antico Testamento, Roland de Vaux, in polemica con uno dei massimi esegeti del ‘900, Gerard von Rad, autore di una fortunatissima Teologia dell’Antico Testamento, dichiarava l’assoluta impossibilità di costruire una teologia biblica « a meno di accettare di far violenza alla storia ».


Tentativi di vari studiosi
Tuttavia il tentativo di superare questa difficoltà apparentemente inestricabile è stato fatto ed è ancor oggi praticato da vari studiosi.
Tanto per fare un esempio cronologicamente lontano, già nel 1787 un teologo, J.Ph. Gabler, si poneva la questione della “ratio formalis”, cioè dello statuto proprio della teologia biblica rispetto a quella dogmatico-speculativa: il suo scritto si intitolava significativamente “De iusto discrimine theologiae biblicae et dogmaticae”.
Ma i risultati non furono esaltanti né convincenti.
Così per quasi un paio di secoli si è continuato a mescolare le due discipline teologiche in modo ibrido.
Per i cattolici la teologia biblica doveva piegarsi all’intelaiatura già preparata dalla dogmatica, alla quale doveva fornire solo una base d’appoggio, spesso articolata in una lista arida di testi-prova biblici.

Le teologie bibliche ricalcavano, così, la sequenza dei trattati dogmatici: emblematiche in questo senso sono la Theologia biblica del domenicano F. Ceuppens (1949) e la stessa, pure classica e benemerita, Teologia di S. Paolo del gesuita F. Prat (1920).
Non diversamente facevano i protestanti che, pur più attenti al dato biblico, lo organizzavano e interpretavano secondo categorie spesso estranee per produrre la teologia sistematica.
Un po’ radicalmente l’americano J.K. McKenzie — che pure ha scritto una sua Teologia dell’Antico Testamento osservava che « la teologia biblica è l’unica disciplina nell’ambito della teologia a mancare di princìpi, metodi e struttura universalmente accettati; anzi, non esiste nemmeno una definizione, universalmente accettata, delle sue finalità e dei suoi obiettivi».
Per questo motivi i curatori del Dizionario suggeriscono, prima di percorrere le 166 voci sviluppate in questo Dizionario e le 35 di rimando, di affrontare lo studio preliminare della voce Teologia biblica nella quale, accanto alla recensione dei molteplici tentativi passati e recenti di definizione e di costruzione di una teologia biblica, si delineano gli orientamenti attuali e le traiettorie che permettono di progettare una teologia dell’Antico Testamento, una teologia del Nuovo Testamento e una teologia biblica globale.
Una voce, a mio avviso, però abbastanza complessa e che richiede delle conoscenza di base approfondite.


La richiesta della Teologia Biblica
I curatori però nonostante le problematiche nel presentare questa aspetto della teologia raccolgono e sottolineano il sempre più vivo il desiderio e la richiesta di una “teologia biblica” da parte di un orizzonte molto ampio di studiosi, di pastori, di religiosi, di studenti di teologia, di persone impegnate nella catechesi, di insegnanti di religione nelle scuole, ma anche di semplici appassionati del testo biblico.
A costoro si aggiungono soprattutto quei cristiani che vogliono alimentare la loro spiritualità a sorgenti vive e non a “cisterne screpolate” (Ger 2,13) o a strani pozzi esotici ed esoterici.
Le Edizioni Paoline hanno raccolto questa domanda e la sfida insita in quella strada ardua ed aspra a cui gli autori hanno accennato.
Lo hanno fatto attraverso il coinvolgimento di 44 biblisti italiani e in parte anche stranieri che hanno lavorato secondo un piano minuzioso, ma anche a largo respiro e seguendo un lungo itinerario redazionale.
È nato, così, questo che è il maggior progetto concreto di teologia biblica finora apparso.


Il principio guida
In modo più semplificato e immediato, gli autori affermano che il principio-guida, di questa opera, è stato quello di intrecciare senza eccessive forzature o cancellazioni le due coordinate fondamentali, quella “diacronica”, che segue lo snodarsi del filo della storia biblica e la dimensione letteraria di ogni singolo testo, e quella “sincronica”, cioè il nodo essenziale che unisce e genera il quadro teologico biblico generale.
Infatti, storicamente e letterariamente la Bibbia è un complesso di unità spesso apparentemente monolitiche e ben compatte al loro interno; tuttavia esse sono anche collegate e aperte a reciproci contatti e ad una redazione e canonizzazione finale.
Da un lato ognuna di queste tappe ha una sua autonomia, ma dall’altro esse si distribuiscono teologicamente su una trama organica di salvezza.
La Bibbia è storia ma anche presenza trascendente divina, è carne e Spirito, è somma di parole e Parola unica ed eterna.


Il filo della storia biblica
Sulla scia di questa duplice dimensione, il Nuovo Dizionario di Teologia Biblica intende innanzi tutto illustrare il messaggio delle singole componenti del testo biblico, cioè i 73 libri che costituiscono la Bibbia: si ha, quindi, all’interno del volume una vera e propria “introduzione alla Bibbia” completa ed aggiornata.
In questa linea si colloca anche la galleria delle figure bibliche dominanti, i “servi” del Signore nella storia della salvezza con le voci:
Abramo, Angeli/Demoni,
Apostolo/Discepolo,
Davide,
Elia/Eliseo,
Gesù Cristo,
Giacobbe/Israele,
Giovanni Battista,
Maria,
Mosè,
Paolo,
Pietro.
Altre figure più generiche e alcuni comportamenti, che si distribuiscono su un arco più vasto, sono le voci:
Anziano,
Ateo,
Bambino,
Donna,
Guerra,
Insegnamento,
Lavoro,
Psicologia, ecc.
Ad essi possono essere accostati alcuni simboli:
Acqua,
Animali,
Cibo,
Corporeità,
Deserto,
Gerusalemme/Sion.
La stessa distribuzione piuttosto ampia all’interno della Bibbia vale per alcune categorie letterarie:
Apocalittica,
Beatitudine/Beatitudini,
Decalogo,
Giudaismo,
Mito,
Parabola/Parabole,
Pentateuco,
Simbolo,
Vangeli.


Il quadro teologico biblico generale
Sul versante più “sincronico” si collocano invece quelle categorie teologiche che costituiscono la struttura del messaggio biblico e le istituzioni di salvezza: la presentazione nelle singole voci avviene, però, in modo tale da coglierne l’evoluzione nell’arco della storia della salvezza e non solo il loro valore unitario finale.
Questa la sequenza più consistente e costituisce il cuore del Dizionario con le voci:
Alleanza,
Battesimo,
Bellezza,
Carisma,
Chiesa,
Confermazione,
Cosmo,
Dio,
Elezione,
Eucaristia,
Fede,
Gesù Cristo,
Gioia,
Giustizia,
Imposizione delle mani,
Ira,
Legge/Diritto,
Liberazione/Libertà,
Liturgia e culto,
Luce/Tenebre,
Male/Dolore,
Matrimonio,
Messianismo,
Miracolo,
Misericordia,
Mistero,
Morte,
Opere,
Pace,
Parola,
Pasqua,
Peccato,
Politica,
Popolo/Popoli,
Povertà,
Preghiera,
Profezia,
Redenzione,
Regno di Dio,
Retribuzione,
Riconciliazione,
Risurrezione,
Sacerdozio,
Santità,
Sapienza,
Spirito Santo,
Tempo,
Terra,
Unzione degli infermi,
Uomo,
Vangelo,
Verginità,
Verità,
Vita,
Vocazione.
Un ‘area particolare è dedicata alle questioni metodologiche generali, decisive per una corretta teologia biblica con le voci:
Bibbia e cultura,
Cultura/Acculturazione,
Ermeneutica,
Esegesi biblica,
Lettura ebraica della Bibbia,
Mito,
Rivelazione,
Scrittura,
Simbolo,
Teologia biblica.
Ma il Dizionario vuole anche offrire una proposta attenta alle provocazioni che la cultura contemporanea, la pastorale, la catechetica, le nuove istanze teologiche avanzano nei confronti della Bibbia.
Si tratta di domande inedite rispetto ai passati manuali di teologia biblica che ottengono risposte sempre ancorate al testo biblico ma tradotte in un linguaggio nuovo e stimolante.
In questa linea sono da segnalare voci come:
Ateo,
Bibbia e cultura (nella sua triplice articolazione di Bibbia e arte, Bibbia e letteratura, Bibbia e musica),
Cultura/Acculturazione,
Lavoro,
Lettura ebraica della Bibbia,
Liberazione/Libertà,
Psicologia,
Simbolo,
Tempo.


Una summa completa
Si tratta veramente di un lavoro notevole dove ognuno può iniziare il suo itinerario di lettura o di consultazione, consapevole della linearità e della complessità di questo strumento analitico e sintetico al tempo stesso.
Ogni voce del Dizionario ha una sua autonomia e quindi può essere letta per ricavarne una puntuale informazione sul tema o per approfondirne alcune linee o per raggiungere altre finalità teologiche, catechetiche, culturali, pastorali specifiche.
Tuttavia, al di là di questa che è la normale destinazione e I’abituale uso di un Dizionario è possibile, secondo gli autori, anche una lettura organica e sistematica dell’ intero testo e delle sue varie voci.
A tale scopo nelle pagine iniziali è stato posto un breve ed essenziale progetto di lettura su un tracciato più immediato ed essenziale articolato sui vari ambiti e settori di quell’immenso orizzonte che è il messaggio biblico.
A mio avviso si tratta di un’opera di grande portata che vuole essere un aiuto per gli studiosi e i divulgatori del libro più diffuso nel mondo che è la Bibbia.
Rimangono però delle perplessità su alcune voci veramente complesse che richiedono una base di studi consistenti che vanno dalla filosofia alla letteratura antica.
E’ comunque un libro che può risultare di grande utilità e anche l’analisi delle molteplici voci consente di capire la varietà e l’elaborazione della tematiche affrontate tutte in relazione con la Bibbia.
A mio avviso, nel complesso, l' aspetto esistenziale, legato all’uomo e alla sua vita odierna, è l’obiettivo più significativo del Dizionario che ci aiuta a comprendere la Bibbia senza fondamentalismi e pre-comprensioni.

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