Grupo AfroCuba: Raices Africanas

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Grupo AfroCuba: Raices Africanas

L'album Raices Africanas (Live Recording), del Grupo Afrocuba, è stato pubblicato nel 1998 dalla Casa discografica: Shanachie Records, produttore: Lisa Maria Salb

Titoli
1.: Caridad
2.: Ogun
3.: Oshún
4.: Changó
5.: Ananú
6.: Elegua
7.: Palo
8.: Pa' los Mayores
9.: Enigue Nigue
10.: Aguado Koloya
11.: Brikamo
12.: Abakua
13.: Baila Mi Guaguanco


Impressioni
Afrocuba, uno dei gruppi folcloristici più acclamati di Cuba, esegue le tradizionali danze africane con percussioni e canti che ancora sono espressione della eredità musicale dell'isola.
L'associazione Afrocuba è stata fondata nel 1957 nella città di Matanzas, conosciuta come una delle culle del folklore afrocubano.
In quella città molte delle tradizioni secolari africane sono state mantenute nella loro forma più pura ed alcune permangono attualmente solo in Matanzas.
Gli Afrocuba sono ampiamente riconosciuti a Cuba e nel mondo per la loro padronanza della gamma completa di folklore afrocubano, compresa la presentazione di determinati generi eseguiti solo da loro.
I membri del gruppo non sono solo artisti professionisti di alto livello, ma anche appartenenti alla religione della Santeria Cubana.
I loro strumenti sono stati accuratamente realizzati a mano utilizzando secolari metodi e materiali originali, realizzando così una ricchezza incomparabile di musica ed una superba autenticità del suono.
"Il repertorio del gruppo comprende una vasta e completa panoramica delle tradizioni portate a Cuba dagli schiavi africani e i risultati della loro evoluzione e integrazione nella moderna società cubana", dice il regista Francisco Zamorra Chirino.
I loro spettacoli sono la musica e la danza di Lucumi (Yoruba), Arara (Dahomey), Bantu (Congo), Calabari e altre divinità di origine africane, così come le tradizioni dei Caraibi influenzate dagli spagnoli.
"Il nostro obiettivo è quello di mantenere l'eredità dei nostri antenati arricchendola con la nostra interpretazione creativa".
Uno spettacolo tipico degli Afrocuba apre con Eleggua, la divinità Yoruba "trickster" del crocevia, accompagnata dalla clessidra cerimoniale a forma di Bata, batteria.
Successivamente entra in scena Oshun, la dolce dea dell'amore che drammatizza la sua capacità di ballare con gesti provocatori.
Infine Oggun, il dio guerriero di ferro, che si muove con potere spaventoso e con il machete in mano.
Qui i ballerini sono accompagnati dal ritmo Matanzan Iyessa, uno stile complesso ed unico, suonato su diverse campane e speciali tamburi Iyessa.
Strettamente legata alle divinità Yoruba, c'è anche Arara con propri ritmi distinti, contraddistinta da un forte movimento fluido delle spalle.
Afrekete è la dea oceano la cui maestosa presenza materna è segnata dai giri vorticosi della gonna con i colori blu e bianco.
Jebiosso, il dio del fuoco, il fulmine, presenta la virilità sexy, presuntuosa e manifesta una padronanza nella danza che emerge nei suoi movimenti forti e flessuosi.
Alu, il dio della malattia e della guarigione, fa un ingresso teatrale strisciando e tremando prima che si trasformi lentamente da uno storpio in un guerriero verticale con intorno la sua cerchia di devoti.
Il Bricamo (un'altra tradizione di Matanzas) è una danza rituale in cui i partecipanti stessi si dispongono a pulire l'ambiente circostante con rami di foglie verdi.
La presentazione potente del Abakwa, espressione religiosa tutta al maschile, si apre con un magnifico tratto a cappella.
Lentamente i tamburi iniziano e la divinità Ireme si manifesta con imponenti ballerini mascherati che rappresentano gli spiriti ancestrali, custodi del culto.
Influenzato da flamenco spagnolo c'è anche il ritmo più laico della Rumba che, pur attingendo dalle radici africane, è una specificità di Cuba.
Il gruppo Afrocuba presenta quindi le tre varianti di Rumba.
Il Yambu, suonato alla batteria e alle scatole di legno conosciute come cajones, è evidenziato dai movimenti elegantemente sensuali della coppia di ballo.
Il Guaguanco, una parodia civettuola del rituale di accoppiamento, è una meravigliosa interazione tra gli spiriti competitivi dei due ballerini.
La donna, rampante seducente, deve deviare la "vacunao", il gesto simbolico del possesso sessuale.
La Columbia, una danza solista e competitiva per gli uomini, è un display di prodezza maschile, caratterizzata da movimenti atletici taglienti e una interazione precisa tra la ballerina e i percussionisti.
Gli Afrocuba si sono esibiti ampiamente, con grande successo, in tutta Cuba e nel mondo, tra cui Angola, Zaire, Finlandia, Italia, Brasile, Inghilterra e Stati Uniti.
Nel 1989 hanno ipnotizzato il pubblico al Folk Festival di Washington.
A Cuba, nel 1991, hanno entusiasmato il pubblico con il loro teatro "Bata opera" basato sulle leggende di Oya e di Yoruba, dea guerriera dei venti.
Sono stati presentati in numerosi film e video e hanno fatto numerose apparizioni radiofoniche e televisive.
Il gruppo ha al suo attivo diverse registrazioni con relativi album.
I membri di Afrocuba offrono anche lezioni, corsi e workshop di cultura afro-cubana, di musica e danza.
Il gruppo itinerante è composto da 20 ballerini e musicisti, tra cui Dolores Perez, Paula Perez, Zulima Echeverria, Mima Zamorra, Luis Cancino, Pedro Aballix e molti altri.
In questo album Raices Africanas primeggia l'intenzione del sassofonista Nicolas Reinoso, il regista originale del gruppo dal 1977, con cui vuole trasmettere l'idea di mescolare insieme radici cubane con nuovi stili come il jazz.
Il disco ci trasmette la forza e la carica emotiva della musica afrocubana.
Raices Africanas cattura splendidamente la magica miscela di sacro e profano nel cuore della tradizione dell'Isola.
Le note di copertina danno una concisa storia del repertorio afrocubano e descrivono il ruolo centrale del Grupo Afrocuba, sia come mantenimento di questa tradizione, sia come espansione verso una nuova era delle sonorità provenienti dall'Africa.
I brani iniziano sempre con la voce solista al femminile o al maschile che invoca la divinità e il coro ripete l'acclamazione.
Il tutto sempre viene sostenuto dal ritmo incessante delle percussioni.
Si tratta, a mio avviso, di sonorità interessanti che immergono veramente nelle antiche usanze portate a Cuba dagli schiavi africani.

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