Viviana Mazza: Storia di Malala

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Viviana Mazza: Storia di Malala

La vicenda umana di Malala, una giovane ragazza pakistana mi ha molto incuriosito e il libro di Viviana Mazza mi ha fatto comprendere meglio questa storia.

Viviana Mazza è una giornalista del Corriere della Sera.
Scrive per la redazione esteri, seguendo storie di donne e di uomini dall'Alaska al Pakistan.
Nel 2010 ha vinto il Premio giornalistico Marco Luchetta dedicato ai bambini vittime della guerra.
Il suo libro su Malala vuole raccontare, con uno stile semplice e immediato, la storia di questa coraggiosa ragazza.


Premio Nobel per la Pace 2014
L'aspetto di grande rilevanza e di estrema attualità è l'assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2014 a questa giovanissima ragazza che fu ferita gravemente dai talebani per la sua lotta a favore dell’istruzione femminile.
Il comitato di Oslo ha fatto sapere che la 17enne è stata premiata “per la sua battaglia contro la repressione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all’educazione”.
I giudici del Nobel hanno deciso di dedicare questa edizione del Premio alla lotta contro lo sfruttamento dei minori per fini economici: i bambini devono “andare a scuola e non essere sfruttati finanziariamente”, hanno scritto nelle motivazioni.

La sua storia
Malala è una ragazza di 12 anni che, in un mondo pieno di severe regole e divieti, va a scuola, ama imparare e vuole diventare medico.
A fermare questo suo sogno sono i talebani che, tra un bombardamento e l'altro nella valle dove vive Malala con la sua famiglia e tutte le sue amiche compagne di scuola, vietano l'accesso all'istruzione alle ragazze al di sopra di una cera età.
Il divieto è serio e tutte le scuole femminili vengono chiuse lasciando tutte le ragazze chiuse in casa senza poter imparare cose nuove.
Malala quindi inizia a scrivere un diario dove racconta la sua esperienza in modo diretto e candido che viene pubblicato online da un giornalista e poi appare in televisione scatenando l'indignazione dell'opinione pubblica.
La reazione dei Talebani è rabbiosa e viene raccontata a chiare lettere nel libro di Mazza.
Bisogna prima specificare che, come precisa l'autrice del libro:
"La storia di Malala si sviluppa all’interno di una regione, la valle di Swat, dove i talebani pachistani sono riusciti ad affermarsi e oggi impongono il divieto di istruzione per le bambine e di lavorare per le donne.
Un sistema politico assente e la situazione economica hanno permesso ai talebani di ottenere consensi e crescere rapidamente nell’area, quando la popolazione ha compreso il loro oltranzismo e ha cercato ribellarsi il loro potere era ormai diventato troppo grande".
Ecco le fasi salienti dell'attentato come vengono descritte nel testo di Viviana Mazza.
Il miliziano salì sul mezzo e domandò: "Chi è Malala?".
Nessuno rispose, ma gli sguardi si concentrarono su quella bambina che, da anni, raccontava come una fatwa impedisse alle bambine e alle ragazze di studiare.
Insieme a lei furono ferite due sue compagne di scuola, Sacia Ramzan e Kainar Riaz, in modo meno grave.
Le condizioni di Malala, invece, furono subito giudicate serie.
Trasferita in un primo momento all'ospedale di Peshawar, capoluogo della provincia di Khyber Pakhtunkhwa, con un elicottero inviato dall'allora premier Raja Pervez Ashraf, l'equipe medica consigliò di trasferirla in un ospedale all'estero "per salvarla".
Venne scelto l'ospedale Queen Elizabeth di Birmingham, in Gran Bretagna, dove ha subito una delicata ricostruzione del cranio.
Nel marzo successivo Malala è potuta tornare a scuola, la Edgbaston High School di Birmingham.
Da allora il suo impegno a favore dell'istruzione femminile ha subito un'accelerazione. Ha scritto un libro, le sue memorie intitolate 'I'm Malala', uscite in occasione del primo anniversario dell'attentato.
Storico il suo discorso alle Nazioni Unite nel 2013, dove in occasione del suo compleanno, il 12 luglio, ha fatto letto un toccante messaggio.
Ecco in sintesi il suo appello al mondo in quell'occasione:
"Il 9 ottobre mi hanno sparato al lato sinistro della testa e pensavano che le pallottole potessero zittirmi. Ma non ci sono riusciti".
"Un bambino, un insegnante e un libro possono cambiare il mondo.
Impugniamo i nostri libri e le nostre penne, che sono loro le nostre armi più potenti".


Considerazioni
Già conoscevo la storia di Malala, ma il libro mi ha ulteriormente aiutato a vedere e a capire le motivazioni che hanno spinto questa giovanissima ragazza a esporsi in questo modo in una società così violenta.
Il libro di Viviana parte dalla fine raccontando prima di tutto l'attentato alla ragazza per poi tornare indietro nel tempo descrivendo la difficile situazione della zona in cui la giovane viveva e il modo in cui interpretava la guerra e i divieti.
Insieme alla storia mi hanno colpito molto anche le immagini che accompagnano il testo.
Sono disegni in bianco e nero che raccontano le speranza di Malala e la tragica vicenda della guerra che divora il suo paese.
Il libro, per la sua descrizione limpida e semplice, senza enfatizzazioni retoriche sulla violenza, mi è piaciuto molto.
Infatti viene messa maggiormente in evidenza la speranza per il futuro dei giovani dentro ad uno scenario purtroppo intriso di morte e divieti.
Un'altra riflessione che si accompagna a questa è il coraggio di Malala che nasce proprio dalla voglia di normalità.
L'autrice ricorre spesso a questo temine.
"Descrivo Malala come una ragazzina coraggiosa perché penso che pochi alla sua età avrebbero avuto la forza di ribellarsi contro chi voleva negare il diritto all’istruzione"
Viviana Mazza aggiunge:
"Il Pakistan viene spesso descritto come un Paese violento, ma c’è una vasta parte della popolazione che ha voglia solo di normalità.
Ma forse questo è l'aspetto più sconvolgente, perché la violenza si contrappone e impedisce la normalità.
In fondo Malala e le ragazzine come lei chiedono solo di andare a scuola e avere una vita come le loro coetanee che vivono in altri stati".
Nel complesso, a mio avviso, il libro è un opera molto significativa che si legge di un fiato.
Da rimarcare anche il suo aspetto molto divulgativo che lo rende adatto agli alunni delle scuole.
Insomma un libro da promuovere a pieni voti.

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