Tito Puente: El Rey Bravo/Tambó

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Album: El Rey Bravo/Tambó Artista : Tito Puente Genere: Jazz Instrument Data di uscita: 13/05/2013 Casa discografica: Malanga Music

Impressioni -  Tito Puente, per la sua calda maniera di interpretare la musica, i suoi numerosi tour e la presenza nei mass media mondiali, è stato il simbolo più amato del Jazz latino. Oltre a questo, Puente riuscito a mantenere la sua musica straordinariamente fresca nel corso dei decenni. Come grande virtuoso nelle percussioni e timballi, ha unito la padronanza su ogni sfumatura ritmica con spettacolarità del vecchio stile e la dinamicità di assoli d'avanguardia. Siamo di fronte ad un musicista di eccellente formazione, infatti è stato anche un vibrafonista lirico, un arrangiatore di talento e ha suonato, con maestria, oltre ai timballi, piano, congas, bongos e sassofono. Il suo successo e la sua fama continuano ancora oggi ad attraversare tutte le età e i gruppi etnici. Aiutato, in questo, senza dubbio, dal suo best-seller "Oye Como Va", portato alle stelle da Santana, da numerose apparizioni su The Cosby Show nel 1980 e dal film "Il re del mambo" del 1992. La sua marca di salsa classica è generalmente priva di contaminazioni e irradia una gioiosa atmosfera di festa allegra e ballabile. La sua famiglia portoricana gli ha dato l'impostazione musicale. All'età di 13 anni, ha iniziato a lavorare nella big band di Ramon Olivero come batterista, e in seguito ha studiato composizione, orchestrazione e pianoforte alla Juilliard e la New York School of Music. La sua carriera cominciò con la banda di Jose Curbelo nel dicembre del 1939. Nel dicembre del 1942 entra a far parte dell'Orchestra di Machito, di cui ha subito la potente influenza, e di Billy Strayhorn E' stato poi percussionista per i Jack Cole dancers. Nel 1979 ha vinto il 1° Grammy Award per l'album Homenaje a Beny. Altri premi: 1983 On Broadway, 1985 Mambo Diabro, 1985 Gosa Mi Timbal, 2000 Mambo Birdland. Ha inoltre ricevuto la medaglia Smithsoniana del bicentenario. Nel 1997 è stato omaggiato dal presidente statunitense Bill Clinton. Pochi mesi dopo aver accettato il suo quinto Grammy Award, è morto a New York nel 2000. La sua produzione discografica è stata veramente poderosa con un centinaio di album, e tra questi troviamo El rey Bravo/ Tambò. Questa pubblicazione riunisce due album del grande Tito Puente. Registrato nel 1962, “El Rey Bravo” (Tico SLP1086) rappresenta il terzo LP di Puente per l'etichetta Tico (una divisione della Roulette Records). Il disco seguiva “Pachanga con Puente” (Tico SLP1083) e “Vaya Puente” (Tico SLP1085), entrambi già ristampati su cd dall’etichetta Malanga. Prima della sua firma con la Tico, Puente era stato sotto contratto con la RCA per cinque anni. Registrato nel mese di Luglio del 1960, “Tambo” (RCA Victor LPM-2257), album qui proposto come bonus, è stato uno dei suoi ultimi lavori con quell'etichetta. Uno dei principali punti di interesse di El Rey Bravo è che contiene la registrazione originale di uno dei classici di Puente, “Oye Como Va”, brano che sarà poi reso popolare da Carlos Santana. Questo abbinamento di Tito ripropone un entusiasmante Puente come il "re dei timballi" con delle specialissime percussioni afro-cubane Le registrazioni presentano la crema dei musicisti latini con Ray Barretto, Carlos 'Potato' Valdes (presente su entrambi) e il pianista / arrangiatore Gil Lopez. Il primo album, 'El Rey Bravo' si distingue per l'inserimento di una prima versione di quello che si sarebbe rivelato essere la sigla di Tito Puente, 'Oye como va', che Santana, circa otto anni dopo, ha pubblicato ridando vigore e notorietà alla musica di Tito. Un ottima performance è il brano 'Malanga con Yuca' dotato di un pianoforte incessante e il flauto selvaggio di, un allora giovane, Johnny Pacheco. Mentre la strumentale 'Tokio de noche' si adatta molto nei tentativi impressionistici a rappresentare il Giappone. I vari ritmi folcloristici sono in mostra nella registrazione con il più veloce ritmo 'Guaguanco' In "Son montuno" troviamo un numero eccelso di pianoforte Il secondo album è molto più strumentale e potrebbe quasi essere descritto come una introduzione alla percussione afro-cubana Tuttavia il pezzo 'Traigo el coco seco' è un ballabile di grande coinvolgimento, mentre gli specialisti afro-cubani si potranno immedesimare nei ritmi inebrianti ancora ripetitivi di 'dell'Africa habla'. Che dire poi dell' accoppiamento estremamente raro 'Carnevale di Harlem' di Puente con La Lupe dedicato a Puerto Rican leggenda della musica su 'Homenaje a Rafael Hernandez' Siamo, nel complesso, di fronte veramente ad un sacco di musica che fa rivivere dei brani inclusi negli immensi archivi di Tito Puente, un artista a tutto tondo con una produzione immensa. A mio avviso, è un doppio CD grande valore e può essere un aiuto per conoscere il talento di Puente.

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