Claudio Casini: Storia della musica

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Claudio Casini: Storia della musica

Storia della Musica di Claudio Casini, opera di grande valore nel panorama musicologico, è un ottimo compendio per conoscere i vari passaggi storici della sublime arte della musica.

Claudio Casini
Il musicologo e pubblicista Claudio Casini è stato un grande divulgatore musicale che purtroppo si è spento prematuramente a Roma, nel 1994, all' eta' di 55 anni, colto da un infarto.
Casini si era laureato in Lettere all' Universita' "La Sapienza", aveva ricoperto due incarichi come docente di Storia della Musica a Cagliari e nella Capitale.
Fra i suoi saggi, ve ne sono dedicati a Musorgskij, a Ravel, al teatro musicale del Rinascimento, del Settecento, dell’Ottocento, oltre al volume VIII/Il della Storia della Musica pubblicata sotto gli auspici della Società Italiana di Musicologia.
Ha collaborato alle pubblicazioni enciclopediche della UTET, della Garzanti, dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana e al Grove’s Dictionairy of Music and Musicians
Aveva pure contribuito a numerose trasmissioni radiofoniche della Rai, alle pagine culturali della "Repubblica", inoltre aveva pubblicato biografie critiche di Puccini, Verdi, Paganini, Ravel e Ciaicovskij che aveva scritto insieme alla moglie Maria De Logu.


La musica e la società
Il testo si apre con alcune importanti considerazioni sulla fondamentale connessione tra la musica le arti, le idee, gli eventi politici e le trasformazioni sociali: il suo linguaggio ne dipende strettamente.
Su questo principio è fondata la presente sintesi di carattere storico e critico, di cui questo volume costituisce la prima sezione; ogni parte del volume è preceduta da un sommario di inquadramento ed è conclusa da una bibliografia essenziale e da una breve guida all’ascolto, destinata a indicare le composizioni che occorre conoscere per formarsi una cultura musicale di base.
Due sono le funzioni principali che, per quanto riguarda il significato e il linguaggio della musica, si sono affermate dall’antichità classica al Cinquecento
L'autore cita ad esempio come la musica nella poesia e nel teatro della Grecia, nella liturgia del canto gregoriano, nella nascente poesia europea in lingua volgare, nel canto «improvvisato » degli umanisti italiani, è stata considerata necessario complemento della parola.
Mentre, con l’invenzione e con lo sviluppo della polifonia, culminata appunto nel Cinquecento, alla musica sono stati attribuiti valori autonomi, analoghi a quellii dell’architettura.
Nello stesso tempo, si formarono le strutture linguistiche fondamentali, da un lato nel rapporto con la parola, attraverso il canto, e d’altro lato nelle forme musicali specifiche, vocali e strumentali, e nelle relative regole destinate, come quelle del contrappunto, a restare perenni. li linguaggio musicale, di per sé astratto, acquisì in tal modo un insieme di significati.
Con l’esperienza di ascolto e soprattutto mettendo in relazione le composizioni musicali col contesto storico e culturale, è agevole, contrariamente a quanto si crede, comprendere questi significati e ricostruirne il senso.
Ad esempio, non è possibile isolare il canto gregoriano dall’intreccio fra potere politico e religioso, fra Curia Romana e Sacro Romano Impero, sullo scorcio del primo millennio della nostra era; nè ignorare che la polifonia sorse nell’ambito razionalista della teologia medioevale.

Generi musicali
Una ulteriore riflessione dell'autore è quella che riguarda le forme musicali che hanno avuto sviluppi autonomi, attraverso le epoche, e hanno formato i cosiddetti « generi musicali »
Queste forme si possono paragonare ai « generi letterari».
Gli esempi classici sono i casi delle principali forme coltivate nella civiltà gotica, o franco-fiamminga, come la messa e il mottetto che si diffusero in tutta l’Europa quattrocentesca e cinquecentesca, o del madrigale che rappresentò il prodotto più caratteristico del Rinascimento italiano, e fu inizialmente legato al fenomeno letterario della fortuna postuma del Petrarca, definita genericamente «petrarchismo ».

Autori
Infine, nello sviluppo dei generi musicali si inserirono le personalità degli autori, sempre più spiccate a mano a mano che le forme musicali si precisavano e si stabilizzavano: dall’anonimato medioevale, donde filtrano semplici nomi, Tutilone e Notker, Leoninus e Perotinus, si passa alla rosa di poeti provenzali e francesi, fino a che nel Trecento emerse la personalità dominante di Guillaume de Machaut.
Seguono poi gli inglesi e fiamminghi quattrocenteschi, Power, Constable, Dufay, Ockeghem.
Quindi attraverso Josquin des Prez si entra nella pluralità della musica cinquecentesca: all’ombra di grandi compositori come Orlando di Lasso e Palestrina, si riassunse una tradizione secolare alla quale avevano contribuito la monodia e la polifonia.
Inoltre con la nascita del melodramma, si rese autonomo il teatro musicale che d’altra parte aveva accompagnato la storia della musica occidentale dalla Grecia preclassica alla camerata del conte de’ Bardi, attraverso il dramma liturgico medioevale, i mystères e i morality plays francesi e inglesi, le «favole» umanistiche, gli intermedi fiorentini e finalmente il « recitar cantando».

Impressioni
Si tratta, a mio avviso , di un'opera monumentale con cui si passano in rassegna i vari periodi storici fino al Cinquecento.
Il testo infatti inizia con l'analisi dell'antichità classica con i miti, la Grecia, l'Ellenismo e Roma.
Si passa poi al Medioevo con all'inizio il Canto Cristiano e il Canto Gregorino a cui fa seguito la Monodia sacra e profana in sui si distingue la Drammaturgia spirituale e il Canto dei Trovatori.
Nel Medioevo abbiamo poi le origini e lo sviluppo della polifonia con l'Ars Antiqua e l'Ars Nova.
Si arriva al Quattrocento con la Polifonia franco-fiamminga, lo spettacolo, la danza e la musica strumentale.
Nel Cinquecento infine si sviluppa la Polifonia profana, insieme alla Polifonia sacra e si arriva alla nascita del Melodramma.
L'opera è, a mio parere, un exursus storico di grande valore con una precisione di dati e informazioni.
Si tratta di un opera che è strumento di studio per la musicologia.
Infatti ogni buon musicologo deve ritrovare in queste basi storiche tutta la profondtà della struttura musicale.
Un libro che serve, come tutta la storia, per capire come la musica si è evoluta e dove sta andando

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