Mongo Santamaría: Our Man in Havana

Pubblicato il da ricarolricecitocororo - il mio canto libero

Mongo Santamaría: Our Man in Havana

Album: Our Man in Havana
Artista / Gruppo: Mongo Santamaría
Genere: Internazionale
Sottogenere: Latina
Data di uscita: 01/10/1993
Anno di pubblicazione: 1959
Casa discografica: Ace

1.: Jamaicuba
2.: Manila
3.: He Guapacha
4.: Cha Cha Rock
5.: Vengan Pollos
6.: Barandanga
7.: Linda Guajira
8.: Vamos A Gozar
9.: Miss Patti Cha Cha
10.: Viva La Felicidad
11.: Il Tele Mina For Chango (God Of Thunder)
12.: Olla De For Olla (Wif Of Chango)
13.: Yemaya Olodo For Olla (Mother Of Chango)
14.: Yeye O For Ochun
15.: Wolenche For Chango (God Of Thunder)
16.: Aqua Limpia (Guaguanco)
17.: Ochun Mene (Columbia)
18.: Mexico (Guaguanco)
19.: Manana Son Manana (Columbia)
20.: Complicaciones (Guaguanco)


Impressioni
Siamo di fronte ad un fenomeno delle percussioni.
Mongo Santamaria, nato a l'Avana nel 1922, si è spento a Miami nel 2003.
Negli anni cinquanta si trasferì a New york dove suonò a fianco di molti grandi del jazz, del calibro di Perez Prado, Tito Puente, Cal Tjader, Fania All Stars.
Mongo, soprannominato el hombre de la mano dura, è stato il capostipite della fusione fra i ritmi afrocubani, l'R&B ed il soul, aprendo così la strada all'era del boogaloo negli anni sessanta.
E' stato leader di varie band dove si univa la charanga tradizionale con ottoni jazz oriented.
Ha collaborato con giovani talenti che poi avrebbero avuto un grande futuro come Chick Corea e Hubert Laws.
La sua carriera parte però dall'Avana dove suonava al mitico cabaret Tropicana.
Le prime registrazioni significative del su percorso sono però quelle effettuate a New York con il suo album "Yambù" della Fantasy nel 1958.
L'anno successivo con "Mongo", sempre della Fantasy Record, raggiunge il successo attraverso il brano "Afro-Blue", uno standard jazz latino, ripreso da John Coltrane, Dizzy Gillespie e altri.
Altro brano sacro della sua carriera che lo incorona nel 1963 è "Watermelon Man".
Negli anni settanta il successo continua con il suo stile inconfondibile in cui mescola jazz, R & B e musica latina.
Questo album è stato registrato durante una visita a Cuba di Mongo Santamaria e Willie Bobo .
La prima parte è superba, con un insolito mix di strumenti per una band cubana: due trombe, flauto, pianoforte, tres ( Nino Rivera ), basso, timbales, bongos, guiro, conga, e due cantanti.
Il suono offerto da parte dei musicisti locali è di alta qualità, e le dieci selezioni sono divertenti e briose.
La seconda parte del disco però abbandona il jazz afro cubano latino per dedicarsi ai canti della Santeria religiosa dell'isola.
Si tratta di melodie popolari e canti religiosi, con l'enfasi totalmente per il canto e la tradizione.
Emerge, in queste sonorità, la voce di Merceditas Valdes, una cantante specializzata nelle melodie religiose cubane.
Infatti anche i termini Yemaya, Chango, Olla, Ochun evocano antiche divinità della religione santera.
Quindi in questa parte del disco la musica è interessante dal punto di vista storico, ma il contenuto del jazz svanisce completamente.
Quindi nel complesso un album interessante che riesce a mettere in evidenza vari aspetti della musica cubana.
Le percussioni però rimangono il substrato profondo di tutto il lavoro ed esse, soprattutto nei ritmi della Santeria, emergono in maniera grandiosa rimandando alle sonorità tribali del continente africano.
Un album, a mio avviso, di grande interesse che offre una musicalità speciale, tutta da ascoltare.

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